Io non porto lo sponsor, la denuncia di Fabrizio Liberti (ex Cassino) smuove il calcio

di Simone Tescione

CASSINO. La denuncia arriva via social ma le reazioni hanno smosso le coscienze nel mondo reale fino alla Serie A. E’ la provocazione lanciata da Fabrizio Liberti ex allenatore  della  Vis Artena autore di 2 salvezze miracolose con Tor Bella Monaca e Semprevisa e di un’inaspettata promozione in Eccellenza con lo Zagarolo, ma soprattutto indimenticato centrale difensivo tutto tempismo e reattività nel Real Cassino degli anni 2000 del presidentissimo Totonno Morra, che ha denunciato ciò che ormai molti sanno ma quasi tutti tacciono. Tutti ma non lui. Ed allora foglio di carta, pennarello, fotografia e via: “Io non porto lo sponsor”.

Lo screeshot di sostegno Emanuele Filippini
Lo screeshot di sostegno Emanuele Filippini

E’ la dura verità che nascondono molte realtà calcistiche soprattutto dilettantistiche: panchine assegnate in cambio dell’assegno. Un gioco di parole voluto anche se c’è davvero poco da sorridere. Probabilmente si tratta di una pratica acuitasi con la crisi che continua a mordere nonostante tutto, dove l’aspetto tecnico viene bypassato da quello economico con tanti saluti alle competenze, e pazienza se poi ci rimettono i risultati sportivi.

«Questa iniziativa nasce dall’esperienza vissuta in prima persona dove mi hanno chiesto dei soldi per allenare- confessa Liberti a Cassino Informa- ma anche alla luce di quella analoga dell’amico Fabio Panno a Grottaferrata mi è scattata la molla: ho annunciato proprio a Fabio la mia intenzione di iniziare una battaglia dura di denuncia e lui mi ha seguito a ruota. Purtroppo siamo davanti ad un fenomeno più radicato di quello che si immagina. Ho parlato con molti colleghi che sono senza panca proprio perché gli hanno chiesto cash per allenare. Francamente è una situazione inaccettabile che mi sento di non poter tacere. Si assistono anche a retrocessioni purché ci siano i soldi che fanno sempre gola. E’ inaccettabile».

L'appoggio di Ciccio Baiano
L’appoggio di Ciccio Baiano

Immediata è arrivata la solidarietà del mondo calcistico dilettantistico e non. Vari allenatori stanno sfilando sui social con tanto di cartello con impresso “io non porto lo sponsor” in bella vista, e questa grana è destinata a far parlare esponenzialmente. Tant’è vero che «mi stanno chiamando diversi calciatori ed ex calciatori di Serie A per mostrarmi il proprio appoggio alla causa, segno che siamo davanti ad un fenomeno tutt’altro che trascurabile -dice Liberti- di recente, infatti, ho ricevuto la telefonata di Emanuele Filippini (ex centrocampista di Brescia, Palermo, Lazio e Parma ndr) e Ciccio Baiano (ex bomber della Fiorentina ndr) che mi hanno esortato ad andare avanti, sintomo che ho colto nel segno. In particolare Filippini mi ha girato il sostegno di altri colleghi». Nobile l’intento dell’ex mister dell’Artena che ci si augura, per il bene di questo sport, che mobiliti le coscienze di fatto e non solo apparentemente. Ma il tam tam mediatico intanto è partito, e almeno il problema è emerso.

Impossibile contattare Liberti e non chiedergli un ricordo di Cassino:«Di Cassino ho un po’ il rammarico- afferma ancora l’ex centrale biancazzurro- il presidente Morra, al primo anno di presidenza, costruì una squadra importantissima in Serie D ma quell’anno prendemmo una Puteolana davvero forte, anche se potevamo davvero vincerlo quel campionato. Peccato. Custodisco un ricordo della tifoseria davvero bellissimo, vedere un pubblico così caloroso non è da tutti. Spero che il Cassino possa presto tornare a calcare quei campi che sono più consoni per la piazza che rappresenta. So che stanno lavorando molto bene grazie anche a mister Castellucci, allenatore molto competente. Faccio il mio personale augurio- poi la chiusura- forza Cassino».

Non è facile denunciare. Complimenti mister Liberti.

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