Veneto- Indagini su un lido balneare a tinte fasciste, e scoppia la polemica politica

Finisce al centro della polemica politica lo stabilimento balneare Playa Punta Canna di Chioggia, comune facente parte della città metropolitana di Venezia, in Veneto, per aver messo in bella mostra frasi e immagini inneggianti al fascismo.

La questura di Venezia sta effettuando accertamenti e lunedì assieme alla polizia locale del comune lagunare.

Come raccontato da La Repubblica, viene determinata già dall’entrata l’aria che tira in quella zona circoscritta: “Zona antidemocratica e a regime. Non rompete i c….”. All’interno, tra i 600 lettini disposti sul bagnasciuga e la zona ristoro, altre scritte e foto di chiaro stampo fascista. “Regole: ordine, pulizia, disciplina, severità” e “Difendere la proprietà sparando a vista ad altezza d’uomo, se non ti piace me ne frego!”. E ancora: “Servizio solo per i clienti… altrimenti manganello sui denti”. Frasi di Ezra Pound e poster di Mussolini in bella mostra, risaltano tra i discorsi diffusi all’altoparlante dal proprietario, Gianni Scarpa, tra una democrazia che “fa schifo” e i “tossici da sterminare”, passando per un “sono totalmente antidemocratico”.

Anche la Polizia locale effettuerà le verifiche del caso: «Se ci saranno infrazioni alla normativa per quanto ci riguarda, profili penalmente rilevanti o irregolarità nella struttura interverremo – ha detto il vicesindaco del comune veneto Marco Veronese – la notizia di reato è già all’attenzione dell’autorità giudiziaria e quindi l’iter farà il suo corso».

Intanto scoppia la polemica politica, Matteo Salvini leader della Lega Nord su Facebook scrive: «Nel 2017 non ha senso il “reato d’opinione”. Un conto sono le minacce, gli insulti o l’istigazione al terrorismo, altra cosa sono le idee, belle o brutte, che si possono confutare ma non arrestare. Le idee non si processano, via la Legge Mancino». Il leader del Carroccio critica la legge Mancino che sanziona i comportamenti legati all’ideologica nazifascista che incitano alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, religiosi o altri ancora affermando che le idee non si processano.

Il Partito Democratico ha proposto una legge secondo cui chiunque propagandi immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco debba essere punito con una pena dai 6 mesi ai 2 anni. Basterebbe saluto romano, gadget nostalgici e varia merce delle stessa categoria e con l’eventuale aggravante della diffusione a mezzo web. Quindi un passo in più: la sanzione non stacca solo quando c’è discriminazione, ma anche quando si propagandano simboli, immagini, contenuti propri dell’ideologica nazifascista.

I 5 Stelle vanno contro tale impostazione e si rifanno alla Cassazione che “ha confermato che l’idoneità lesiva della condotta viene in rilievo solo in quanto realizzata nel corso di pubbliche riunioni o manifestazioni, non anche in un ambito privato e ciò ha correttamente determinato, ad esempio sulla punibilità ‘saluto romano’, pronunciamenti da parte dei giudici di merito con sentenze di senso diverso a seconda dei casi, senza arbitrari automatismi”.

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