Veleni all’ombra della croce, la risposta della chiesa fondata da Samuele Morcia al Papa

CASSINO. Arriva a stretto giro la risposta della Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme alla scomunica arrivata sabato scorso per mano di Papa Francesco in persona. Tramite un comunicato diramato sul proprio sito internet, l’organizzazione religiosa fondata da Samuele Morcia intende rispondere per le rime al Pontefice che aveva ufficializzato lo scisma dalla chiesa cristiana cattolica.

Nella nota si sottolineimages (1)a ciò che era già chiaro, ovvero che la Chiesa di Nuova Gerusalemme «sorge per manifestare la veridicità e l’intramontabilità degli insegnamenti cristiani autentici…contro la recente presa di posizione assunta, con arroganza e fuori tempo, dall’Istituzione guidata da Jorge Mario Bergoglio, che prima era e che ora non è più»- è il primo fendente. Il documento continua con una nuova staffilata: «Gesù Cristo Nostro Signore aveva preannunciato i tempi duri e difficili che la cristianità autentica avrebbe dovuto affrontare negli ultimi tempi. Ora gli ultimi tempi sono. Tutto ciò che era stato annunciato si sta compiendo e si sta attuando. I principi fondanti la vera cristianità sono gravemente compromessi, a causa dell’azione di chi, ora, servendosi del suo potere religioso e dell’indifferenza e della compiacenza del mondo, sta sovvertendo e distruggendo la vera ed eterna Legge di Dio».

Di fatto la chiesa fondata da Morcia imputa al papa argentino di «negare Gesù Cristo, Verità Assoluta, Bene Assoluto e non relativo; chi non crede in un Dio Cattolico; chi ritiene che tutti, al di là dell’appartenenza religiosa, sono parimenti figli di Dio; chi ritiene che l’Alleanza con il popolo ebraico non sia mai stata revocata; chi professa tutto ciò e molto altro, è già stato scomunicato dal Padre e, di conseguenza, non è più in comunione con lo Spirito del Padre».

La chiusura del documento è al veleno, e non potrebbe essere altrimenti: Morcia snobba il provvedimento papale segnando una distanza già presa: «Jorge Mario Bergoglio e i suoi ministri possono scomunicare coloro che li seguono nella loro eresia, non altri che da tempo non sono più in comunione con lo spirito che anima Bergoglio e i suoi ministri».

Come nei peggiori divorzi.

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