Vallerotonda- Questione antenne alla Chiesa del Raditto, Di Meo chiede intervento Soprintendenza

La questione delle antenne sul Santuario del Raditto, tiene ancora banco a Vallerotonda.

CASSINO. Nel mese di marzo, causa adeguamenti e nuove installazioni di antenne e parabole, un luogo sacro simbolo della fede religiosa e delle tradizioni più sentite della collettività, si trasforma in un’area tecnologica. Troppo tecnologica visto il numero considerevole di antenne presenti a deturpare la sacralità del luogo, una Chiesa risalente al periodo 1300 circa. Un luogo, lo ricordiamo, che vede il suo culmine con i festeggiamenti in onore della “Natività Maria Santissima” nel mese di settembre, un’antica tradizione tramandatasi negli anni che coinvolge le intere comunità di Cerreto e di Vallerotonda. Ma non solo, sul Santuario, in diverse occasioni vengono celebrate Sante Messe, e sovente, soprattutto nel passato, celebrazioni religiose con riti matrimoniali.

Il consigliere di opposizione Di Meo aveva richiesto chiarimenti al sindaco con delle interrogazioni con risposta scritta, delucidazioni e richiesta di atti relativamente allo stato di fatto degli impianti installati, di quali fossero le Società presenti con i propri impianti, il tipo di servizio offerto, l’esistenza di eventuali contratti di locazione, schemi di accordo e/o convenzioni tra il Comune e i gestori, e infine la sussistenza di eventuali titoli autorizzativi da parte degli enti preposti. Domande allo stato rimaste, fino ad ora, senza risposta.

«La Chiesa del Raditto, è un bene culturale così come definito all’art.10, del D.Lgs. n.42/2004, pertanto ho richiestoRistorante Pizzeria La Cortiglia - Vallerotonda l’intervento al Ministero per i Beni Culturali perché a mio avviso un bene del genere, di tutta la comunità, va tutelato e non può essere adibito ad usi non compatibili con il proprio carattere artistico e storico. La normativa citata prevede che, l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali, è subordinata ad autorizzazione della Soprintendenza- afferma il consigliere d’opposizione Giovanni Di Meo- non meno importate è la tutela paesaggistica del bene, l’insorgere di antenne e parabole su un luogo sacro, ha nei fatti mutato anche la bellezza paesaggistica del Santuario, una Chiesa situata sull’estremità di un monte che si erge in una vallata di una bellezza unica e rara».

E seppur la situazione ad oggi sia leggermente mutata, dopo il clamore manifestatosi tra la collettività nei mesi scorsi, diverse sono difatti le parabole e le antenne che sono state rimosse sulla Chiesa del Raditto, il consigliere Di Meo è dell’avviso che il problema rimane in quanto insistonoimpianti radioelettrici su un luogo sacro.

Il consigliere comunale nell’esporre i fatti con una missiva datata 25 maggio, ha richiesto l’intervento della ArtattooSoprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio. La risposta del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali non si è fatta attendere, e nella mattinata di giovedì scorso, ha eseguito un sopralluogo presso il Santuario del Raditto di cui ora si attendono gli esiti.

«In sostanza, non avendo ricevuto risposte dal Sindaco, con la missiva oltre ad esporre i fatti, ho chiesto alla Soprintendenza se in un luogo sacro sia lecito poter installare impianti radioelettrici e se la Stessa sia stata interessata dal Comune e/o da società private ai fini del rilascio di eventuali titoli autorizzativi, nulla osta, pareri e/o ogni qualsiasi attestazione abilitativa all’installazione degli impianti citati»- chiude Di Meo.

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