Tumori- Di Mambro a gamba tesa: “Situazione ambientale compromessa, ancora non abbiamo un registro”

Carmine Di Mambro consigliere del Comune di Cassino in quota maggioranza è intervenuto nella rubrica odierna di “Diritto di parola” su Radio Cassino Stereo parlando di tumori, e lo ha fatto indagando la situazione generale del territorio, ma avendo al centro una consapevolezza personale che deriva dalla scoperta recente di essere stato colpito da questa malattia.

CASSINO. «Da un recente articolo – spiega il consigliere Di Mambro – si evidenzia che una morte su tre, nella provincia di Frosinone, sia dovuta a cause tumorali. A me non sembra assolutamente normale. Bisogna indagare e verificare quali sono le criticità che portano a questo tipo di mortalità. Credo che la situazione ambientale in questo territorio sia fortemente compromessa. Certamente gli impianti di trattamento dei rifiuti non aiutano. Prendiamo il termovalorizzatore di San Vittore: da uno studio fatto dai medici dell’ospedale di Roma Regina Elena, risulta che c’è un alto indice di tumori alle vie respiratorie e al sistema digerente. Altro esempio: 12 persone che abitano intorno alla discarica del Nocione hanno tutte il linfoma di Hodgkin, che si sviluppa in presenza di sostanze tossiche. Secondo la mia opinione c’è una grande responsabilità delle istituzioni, soprattutto dei vari direttori delle ASL che si sono succeduti negli ultimi trent’anni e che non hanno avuto adeguatamente a cuore la salute dei cittadini. La vicenda del Registro dei tumori, uno strumento utile al monitoraggio della popolazione, può essere considerata sintomatica».

«Il primo Registro dei tumori è stato istituito nel 1976- continua DiArtattoo Mambro- è inconcepibile che in 41 anni, 58 province si sono adeguate con il Registro dei tumori e la provincia di Frosinone non ha fatto nulla. Finalmente qualcosa inizia a muoversi. Il 20 maggio 2015 è stato deliberato dal Consiglio regionale del Lazio l’istituzione del Registro dei tumori. Il 16 giugno 2015 veniva pubblicata questa delibera ed entro 60 giorni i dirigenti dell’ASL dovevano individuare un’unità funzionale e il referente medico responsabile. Ebbene, per due anni non è stato fatto nulla. Un paio di mesi fa, finalmente, l’ASL di Frosinone ha fatto una convenzione con un dipartimento di epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale. L’ASL ha buttato la palla alla Regione Lazio, che doveva stanziare 100.000 euro, ma nell’assestamento di bilancio fatto in questi giorni non c’è stato un capitolato di spesa».

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