Terremoto, volontari CNGEI di Cassino per l’emergenza sfollati nelle Marche: “Esperienza che fa crescere”

CASSINO. Una spedizione di 5 persone della CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani) di Cassino da qualche giorno è tornata dall’esperienza a sostegno alle popolazioni terremotate delle Marche. L’associazione scout laica conta in Italia diverse migliaia di iscritti, e la delegazione di Cassino è stata chiamata dalla Protezione Civile per sette giorni di assistenza e conforto ad un centinaio di persone sfollate della cittadina marchigiana di Tolentino.hartigans-cervaro-cassino-banner

Partiti lunedì 14, i giovani cassinati sono tornati quello successivo dopo una settimana vissuta a cercare di alleviare le sofferenze di una parte della martoriata popolazione del centro Italia. Sono 5, si diceva, i volontari che hanno messo da parte la tranquillità della nostra zona, andare a dare sollievo ai terremotati: Lorenzo, Ezio, Ernesto, Adriano e Giuseppe. Questi, equipaggiati dello stretto necessario e tanta buona volontà, sono stati chiamati a gestire la seconda fascia di emergenza cioè quella che concerne la gestione degli sfollati e la loro convivenza nelle strutture: praticamente si tratta della fase post soccorso. «Siamo stati assegnati al supermercato ex Dico di Tolentino, una struttura adibita a centro d’accoglienza dove ci siamo occupati degli aspetti logistici, dell’intrattenimento dei più piccoli e del conforto alle famiglie. Il centro era composto da 109 sfollati appartenenti a 8 etnie diverse. E’ stato difficile trovare punti in comune tra persone molto diverse tra loro per pensieri e modi di vivere ma anche per cultura e classe sociale. E’ stata, forse, la parte più complessa del lavoro. Una grande prova di umanità che ci ha segnato – ci racconta Lorenzo, uno dei volontariannamariabanner4.

«La situazione lì è molto pesante, ti trovi a fronteggiare gente che ha perso tutto, gente che malgrado ciò cerca di tirare avanti. Il trauma del terremoto lo si legge negli occhi dei ragazzini che rifiutavano di tornare a casa anche se ritenute agibili degli organi preposti. Ma nonostante tutto si evince una grande voglia di ripartenza, e non sono parole di circostanza: quando sei lì di certe cose te ne accorgi»- aggiunge il volontario.

Dato che l’emergenza e tutt’altro che risolta e che si protrarrà ancora per parecchio, i membri CNGEI manifestano la loro intenzione di tornare in quelle zone: «E’ un’esperienza che segna e fa crescere. Ci torneremo».

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