Serie D – Il Cassino mette dentro certezze: attacco pauroso. Si lavora sulla difesa per volare

di Simone Tescione

L’importante era vincere ed il Cassino ha vinto.

CASSINO. Non senza difficoltà i biancazzurri di mister Corrado Urbano si sono aggiudicati il passaggio al secondo turno di Coppa Italia di Serie D contro l’Isernia, grazie ad una prova di carattere che ha palesato vizi e virtù del pre campionato. Era importante iniziare col piede giusto la stagione, cogliendo una qualificazione che fa più morale ed autostima in vista dell’inizio del torneo che ambizione nella prosecuzione della manifestazione tricolore, e lo era a maggior ragione dopo una campagna acquisti che colloca i ragazzi di patron Nicandro Rossi nella nobiltà gerarchica di un girone che vede diverse formazioni attrezzate per ben figurare.

Artattoo Cassino

Vizi e virtù si diceva. Pretendere un Cassino senza difetti (ammesso che una squadra di calcio possa non averne) sarebbe da disillusi: al 2 di settembre il rodaggio entra nel vivo e l’errore è sempre dietro l’angolo, specie in queste categorie dove le formazioni vengono smembrate e ricomposte ogni anno e per trovare le giuste sincronie e i giusti automatismi occorre del tempo. Tuttavia non si può neanche andare a sorvolare o minimizzare quelli che sono i problemi attuali del Cassino che, al momento, risiedono negli equilibri difensivi.

Mannone e Brack sono ancora alla ricerca dell’intesa migliore e della coesione coi giovani di reparto: Gazzerro e Tomassi hanno margini di miglioramento ma devono crescere in fretta se si vuol puntare alto. Lo scorso anno sui versanti esterni bassi D’Alessandro e Mattera erano stantuffi abili in entrambe le fasi, l’eredità è pesante per i giovanotti biancazzurri che comunque stanno pian piano crescendo. Dagli esperti centrali ci si aspetta di più: il gol incassato in apertura domenica scorsa da parte di Di Matteo ha messo a nudo la perfettibilità del reparto nella marcatura con il 9 molisano che è riuscito ad insaccare di piede un traversone alto nel cuore della difesa praticamente senza pressione. Allo stesso modo anche in un paio di altre occasioni i meccanismi non si sono dimostrati oliati. Urbano sa benissimo dove lavorare e nel post partita lo ha sottolineato.

Il tecnico di Piedimonte è stato bravo a dare il cambio di passo tra primo e secondo tempo cambiando volto alla sua squadra: il Cassino si è affidando maggiormente alla manovra, agli uno-due (vedasi il primo gol di Tribelli e quello di Ricamato) dopo una prima frazione di gara trascorsa e cercare sterili palle lunghe per gli attaccanti.

A proposito dell’attacco. Il Cassino davanti fa paura. E anche questo si era capito fin dalle prime amichevoli: le reti segnate alla Salernitana, al Pro Piacenza, alla Turris senza contare le valanga inflitte ad avversari di categoria inferiore, hanno dato un indizio certo di un attacco prolifico se non pirotecnico. E la conferma si è avuta anche l’altro ieri col poker all’Isernia. Prisco gioca per la squadra ed ama il ruolo di rifinitore in maniera forse anche inattesa: Marcheggiani picchia a rete, invece. E Tribelli? Beh Tribelli è un under solo su carta, nel ruolo di mezza punta si trova a meraviglia potendo contare su dribbling, capacità d’assist man, velocità e tecnica. Inoltre vede (eccome) la porta, il che non è proprio un dettaglio per un calciatore offensivo.

Al rientro di Carcione in mediana Urbano avrà i suoi bei grattacapi d’abbondanza nel cercare la formula maggiormente letale dalla cintola in sù perché Tirelli è già una colonna del centrocampo cassinate e una maglia gli spetta di diritto. C’è da capire come il tecnico ex Bari Primavera possa far coesistere tanto talento.

Urbano avrà di che divertirsi (e far divertire).

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