Russia, esplosione nella metro di San Pietroburgo: dieci morti, 20 feriti. La procura: “E’ terrorismo”

CASSINO. Sono almeno dieci i morti causati dall’esplosione avvenuta all’interno della metropolitana di San Pietroburgo, tra le stazioni di Sennaya Ploshchad Tekhnologichesky Institut. Venti, secondo quanto riferito dal governatore, i feriti. Un episodio che la procura generale russa ha già bollato come “attentato terroristico” aggiungendo di fare “tutto il possibile per precisare tutti i particolari che riguardano questo attentato affinché niente del genere succeda in futuro”. Le foto del vagone sventrato a Sennaya e delle decine di feriti portati fuori dalla stazione sono subito rimbalzate sui social media e tutte le fermate sono state chiuse. Inoltre, riferisce l’agenzia locale Fontanka, in ordigno inesploso è stato scoperto alla fermata della metropolitana di Piazza della rivoluzione. “C’è stata solo un’esplosione, nessun incendio, tutti i morti si trovavano dentro il vagone vicino al luogo dell’esplosione”, ha riferito una fonte a Interfax, smentendo così l’ipotesi di una doppia bomba circolata pochi minuti dopo.

“Stiamo considerando tutte le possibili cause, incluso il terrorismo”, ha detto Putin, prima della dichiarazione della procura. I leader russo si trova a Strelna – a pochi chilometri da San Pietroburgo – per incontrare il presidente bielorusso Lukashenko e discutere delle “relazioni bilaterali” tra i due paesi e le “differenze” in campo economico nonché il “processo di integrazione euroasiatico”. “Le cause” delle esplosioni, ha aggiunto, “non sono chiare, per questo è presto parlarne ora. Sarà l’inchiesta a determinarle”.

A esplodere dentro il vagone un ordigno improvvisato riempito di frammenti di proiettili, il cosiddetto shrapnel, in grado di ferire un maggior numero di persone. Probabilmente, precisa Interfax, è stato “lasciato su un vagone prima della partenza del convoglio“, e quindi non si tratta di un attacco kamikaze. La bomba era stata resa più pericolosa con l’aggiunta di “elementi lesivi”.

“La metro di Mosca – si legge in una nota postata su Telegram – sta prendendo misure di sicurezza addizionali
nel contesto della legge federale sulla sicurezza del trasporto russo. Le autorità della metro di Mosca sono pronte a fornire ogni assistenza alla metro di San Pietroburgo se necessario”. Intanto, ottanta operatori dei soccorsi sono stati inviati sul luogo dell’esplosione, ma il numero potrebbe salire fino a 120. Della vicenda il capo di Stato ha discusso con i vertici dell’Fsb, i servizi di sicurezza federali. La commissione nazionale russa anti-terrorismo fa sapere di avere introdotto misure per evitare ulteriori esplosioni nella metropolitana di San Pietroburgo, ma non è chiaro in cosa consistano queste misure.

Russia nel mirino di militanti ceceni e leader ribelli – Negli ultimi anni la Russia è stata obiettivo di attacchi da parte di militanti ceceni e i leader ribelli ceceni hanno frequentemente minacciato ulteriori attentati. Nel 2010 due donne kamikaze si fecero esplodere in treni della metropolitana a Mosca, provocando almeno 38 morti. E nel 2004 oltre 330 persone, metà delle quali bambini, morirono nel massacro di Beslan. Nel 2002 la polizia fece irruzione in un teatro di Mosca per porre fine a una presa di ostaggi e il bilancio finale fu di 120 ostaggi uccisi. Putin, allora primo ministro, nel 1999 lanciò una campagna contro il governo separatista nella regione meridionale di Cecenia e da presidente ha proseguito con la linea dura per porre fine alla ribellione.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

Foto dal web

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