Riforma Costituzionale, Francesca Calvani spiega perché No

CASSINO. Ultimi fuochi di campagna elettorale anche nel cassinate con i vari schieramenti che provano a convincere gli indecisi prima del silenzio elettorale piombi sul dibattito (a mezzanotte). In una nota il consigliere di maggioranza al comune di Cassino Francesca Calvani lancia un appello per il fronte del No: «Domenica siamo chiamati a decidere il futuro del nostro Paese. Questa riforma costituzionale è confusa, scritta male ed ha grandi contraddizioni. Soprattutto è una riforma non condivisa, una riforma di parte. Le leggi sulle quali è stato eletto questo Parlamento sono state dichiarate incostituzionali dalla sentenza n. 1 del 2014 della Corte Costituzionale. La stessa sentenza stabilisce il principio di continuità dello Stato conferendo al Parlamento la sola possibilità di fare atti necessitati ed urgenti».

Francesca Calvani
Francesca Calvani

«Un parlamento- continua l’esponente di Forza Italia- dichiarato incostituzionale non è legittimato a proporci una riforma così delicata, che prevede la revisione di 47 articoli della nostra Carta Costituzionale. La riforma indebolisce il Senato favorendo la concentrazione del potere esecutivo nelle mani del Premier. Continuano a volerci far credere che il senato sarà abolito, non è così, il senato rimane e svolgerà una serie di funzioni confuse e pasticciate tra cui quella consultiva. Quello che sarà abolito purtroppo, è solo il voto di noi cittadini italiani».

«I senatori saranno nominati principalmente all’interno dei consigli regionali e svolgeranno la doppia attività, quella di senatori e quella di consiglieri regionali, soprattutto godranno dell’immunità parlamentare.  Il risparmio economico che tanto viene pubblicizzato risulta essere meno di un euro a cittadino. Non è assolutamente vero che questa riforma riduce i tempi di promulgazione delle leggi, anzi, il nuovo metodo  legislativo prevede l’introduzione di nuovi procedimenti a secondo delle modalità se eventuali o necessarie».

«È importante sapere – conclude la Calvani- che quando in Italia si è avuta l’esigenza di legiferare lo si è fatto in 60 giorni e anche meno. In Italia abbiamo bisogno di semplificare, ridurre ed eliminare le leggi. La nostra Costituzione è il frutto di un lavoro condiviso tra forze politiche divise e contrapposte tra loro con un unico obiettivo, il futuro e la crescita del nostro paese. Questa riforma invece è l’imposizione  unilaterale di una visione di parte».

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