Referendum Costituzionale, vince nettamente il “No”. Renzi: “Il mio Governo finisce qui”

“Il mio governo finisce qui. Domattina riunirò il consiglio dei ministri, ringrazierò i miei ministri e poi salirò al Quirinale e consegnerò le mie dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica”. Lo aveva detto, lo ha fatto: Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi e neanche a un’ora e mezza dalla chiusura dei seggi che hanno decretato una sconfitta epocale per il fronte governativo.

“E’ stata una festa, segnata da qualche polemica, ma una festa in cui tanti cittadini si sono avvicinati e riavvicinati alla Carta costituzionale. Molto bello e molto importante: sono fiero e orgoglioso”. Ha esordito così Matteo Renzi, che poi ha parlato dei risultati, ammettendo la sconfitta e rivolgendosi direttamente agli elettori. A quelli che hanno votato No, ma soprattutto a quelli che hanno votato Sì: “Ha vinto il No in maniera netta, ai leader del fronte del No vanno i miei complimenti. Ora tocca a loro avere onori e oneri. E a fare le proposte. Volevamo vincere, non partecipare. Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta: ho perso io, non quelli che hanno votato sì. Arriverà un  giorno in cui tornerete a festeggiare una vittoria”. Poi è tornato sulla sua posizione: “Io ho perso. Dopo ogni elezione resta tutto com’è. Io sono diverso: non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Ho fatto tutto quello che si potesse fare in questo momento”. Non ci è riuscito e quindi se ne assume le conseguenze: “Il mio governo finisce qui. Domattina riunirò il consiglio dei ministri, ringrazierò i miei ministri e poi salirò al Quirinale e consegnerò le mie dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica”.

Parole che erano state anticipate da un tweet del premier. “Grazie a tutti, comunque. Tra qualche minuto sarò a in diretta da Palazzo Chigi. Viva l’Italia! Pd arrivo, arrivo”. Poi una faccina sorridente. Su Twitter. Sono queste le prime parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo la chiusura delle urne e i primi dati reali, che prefigurano una sconfitta disastrosa per il premier, il suo governo e per tutto il fronte del Sì.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

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