Querelle Acea-comune: i romani annunciano nuovo ricorso contro l’ordinanza di D’Alessandro

CASSINO. Ma l’universo è infinito? E’ la domanda che ad un certo punto qualunque bambino pone ai genitori. Cominciamo ad avere più certezze dell’infinità della querelle comune di Cassino-Acea: quando pare che si stia concludendo, arriva costantemente una nuova puntata. Ecco la risposta della multinazionale capitolina all’ordinanza disposta dal primo cittadino di Cassino in merito al fatto che se la stessa Acea non dimostri di avere l’acqua, non può accedere agli impianti di distribuzione idrica.

E la società romana non nasconde la propria irritazione. E lo fa per tramite di un comunicato: “Acea Ato 5 non entra nel merito dell’ordinanza firmata oggi (ieri per chi legge, ndr) dal sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro, ritenendola pretestuosa e annunciando già da ora l’inevitabile ricorso al Tar contro la stessa”- come si legge sul sito di Teleuniverso. Inoltre Acea valuta un ricorso alla Corte dei Conti per danni erariali provocati dai ritardi nella consegna.

D’Alessandro si sta appigliando al fatto che le sentenze del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato riguardino solo la cessione degli impianti ma non dell’acqua che dovrebbe essere fornita da Acqua Campania per frutto di un accordo compensativo. Ma l’accordo è col comune e non con altri.

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