Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Mattarella: “Violenza inaccettabile”. Ecco i numeri

“La violenza contro le donne è inaccettabile, è una ferita all’intera società. Eliminarla è un obiettivo che ogni Paese civile deve perseguire con decisione”. E’ questo il messaggio chiave dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata contro la violenza sulle donne. Tante le iniziative previste nei comuni italiani (la lista completa sul sito dell’Anci), dai dibattiti alle proiezioni, mentre a Roma il 26 novembre si terrà la manifestazione promossa dalla rete italiana #NonUnaDiMeno per dire “basta alla violenza maschile contro le donne, per troppo tempo negato dalle istituzioni o affrontato come un problema di ordine pubblico“. Un hashtag che ricorda anche la mobilitazione in Argentina per la morte di Lucia Perez, la 16enne di Mar del Plata che è stata drogata, torturata e impalata l’8 ottobre.

In occasione della giornata – istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999 – interviene anche il ministro dell’Interno Alfano, che sottolinea come nell’ultimo anno siano diminuiti i reati legati alla violenza di genere e calati del 3% i femminicidi, che comunque – in base ai dati Eures – sono stati 116 nei primi 10 mesi del 2016. La presidente della Camera Laura Boldrini, invece, su Facebook ha deciso di pubblicare in un post i nomi di chi l’ha offesa sul web. Un gesto pensato, dice in un colloquio con La Stampa, “in nome e per conto di tutte quelle donne che non hanno la possibilità o non si sentono di farlo. Ho voluto prendere solo alcuni dei commenti, perché tutti non c’entravano. Sono commenti disgustosi, violenti, quasi tutti a sfondo sessuale, dove chi scrive non motiva un dissenso né esprime una critica, ma butta fuori odio e ferocia. Voglio – aggiunge – che le madri, i colleghi, gli amici, i datori di lavoro di queste persone, sappiano come si esprimono, perché chi scrive queste cose ha una carica di aggressività a mio avviso pericolosa”. Infine, un richiamo: “Le piattaforme digitali hanno potenzialità positive enormi, giocano un ruolo importante nella democrazia, per questo mi dispiace vederle inquinate da tanto odio e tante menzogne. Io ho preso querele su dichiarazioni false che mi sono state attribuite, delle vere bufale, è folle”.

Alfano: “Reati di genere calati” – “Oggi è la giornata internazionale per il contrasto alla violenza contro le donne e proprio oggi voglio dire che i reati legati alla violenza di genere, nell’ultimo anno, sono calati: dal 15 novembre 2015 al 15 novembre 2016, infatti, sono diminuiti le lesioni (-11% ), le percosse (-19%), le minacce (-16%), le violenze sessuali (-13%), i maltrattamenti in famiglia (-6 %) e lo stalking – atti persecutori (- 11%). Le donne morte per femminicidio sono state 107 (- 3 %) rispetto al medesimo periodo precedente”. Lo afferma il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che aggiunge: “Quest’ultimo dato, sebbene registri un calo anche nell’ambito di questo fenomeno orrendo, non ci può soddisfare pienamente ed è su questo fronte che ci impegneremo senza risparmiare nulla, perché siano sempre più forti i segnali di un cambio di rotta: ciò anche grazie al grande impegno delle forze di Polizia, alla collaborazione con la rete delle associazioni, infaticabili sentinelle della integrità fisica, morale e della dignità delle donne”.

Istat: i numeri delle vittime – Secondo l’Istat 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri. Inoltre l’Istat stima che il 21,5% delle donne fra i 16 e i 70 anni (pari a 2 milioni 151 mila) abbia subito comportamenti persecutori da parte di un ex partner nell’arco della propria vita. Se si considerano le donne che hanno subito più volte gli atti persecutori queste sono il 15,3%, mentre quelle che hanno subito lo stalking nelle sue forme più gravi sono il 9,9%. Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane (31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze. I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%).

Eures: i dati della violenza sulle donne – Centosedici donne uccise nei primi dieci mesi del 2016, più di una ogni tre giorni, appena il 3,3% in meno rispetto alle 120 dello stesso periodo dell’anno scorso. Al Nord spetta la maglia nera. L’età media delle vittime è di 50,8 anni, l’arma da taglio è quella più usata (in un caso su 3), gli uomini sono il 92,5% dei killer. Tra il 2000 – anno record con 199 donne uccise – e il 2016, sempre secondo l’Eures, le donne vittime di omicidio in Italia sono state oltre 2.800, un numero tale da connotare il fenomeno “come un fenomeno di carattere sociale“. Anche nei primi dieci mesi del 2016 è il nord a confermarsi l’area geografica a più alto rischio di femminicidio, con ben 62 donne uccise (il 53,4% del totale), davanti al sud con 31 (26,7%) e al centro con 23 (19,8%). Rispetto all’analogo periodo del 2015, crescono i femminicidi consumati al nord (+26,5%, da 49 a 62) e al centro (+53,3%, da 15 a 23), calano quelli commessi al sud (-44,6%, da 56 a 31). A livello regionale la Lombardia detiene il triste primato di regione con il più elevato numero di donne uccise (20 nei primi 10 mesi del 2016, una ogni due settimane) davanti a Veneto (13), Campania (12, ma erano state 30 l’anno prima), Emilia Romagna (12), Toscana (11), Lazio (10) e Piemonte (10).

FONTE: Il Fatto Quotidiano

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