Nobel della Pace a Ican, la soddisfazione del Coordinamento docenti

Riceviamo e pubblichiamo

«Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani intende esprime soddisfazione per Artattool’attribuzione del premio Nobel per la pace 2017 a Ican, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari che raccoglie oltre 440 gruppi di cento paesi diversi. In tale circostanza merita un ricordo la figura nota a pochi di Stanislav Petrov, tenente colonnello dell’Armata Rossa e recentemente scomparso.

Egli, disattendendo i protocolli militari dell’epoca, riuscì a sventare l’orrore di un terzo conflitto mondiale; era addetto ai calcolatori sovietici per la difesa nazionale la notte del 26 settembre 1983, quando rilevò sugli schermi della sua postazione un grappolo di missili con testata atomica statunitensi. La procedura avrebbe dovuto comportare l’invio dell’allarme al Cremlino, che, in pochi istanti, avrebbe dovuto rispondere probabilmente al fuoco nemico. Petrov, intimamente convinto di un errore da parte del sistema, si assunse l’enorme responsabilità di tacere ai suoi superiori quanto riscontrato, perché avrebbe determinato una catastrofe nucleare. Ebbe ragione: i missili non erano stati lanciati; ma venne punito per la sua disobbedienza con la “morte civile” e uno stipendio indecoroso, che lo condusse a condizioni di vita miserabili e difficili. Morì nel degrado e nell’obblio.

Il regolamento del premio Nobel non prevede l’attribuzione dello stesso a personaggi deceduti; tuttavia sarebbe doveroso tributare giusti riconoscimenti alla memoria di un uomo che seppe obbedire alla propria coscienza, superando la rigidità degli schemi militari. Oggi più che mai è necessario porgere alle generazioni modelli positivi, le cui azioni siano improntate al buon senso, alla giustizia e alla solidarietà. La vertiginosa corsa agli armamenti, che sta portando a fare incrementare il numero delle bombe atomiche anche in quegli stati la cui povertà è tale da meritare ben altro uso per le risorse economiche spese, dovrebbe spingerci alla riflessione. Per questo motivo, il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani propone di ricordare nelle scuole la scelta di Petrov, che corrisponde alla difesa strenua della pace, attraverso laboratori didattici e azioni volte alla tutela dell’armonia globale. Si invitano i docenti a dedicare del tempo per far conoscere il periodo storico in questione e l’importanza di un atto così coraggioso, per non dimenticare».

prof. Romano Pesavento
presidente Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

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