Libri – Racconti Notturni, un piccolo brivido prima di addormentarsi

di Martina Salvatore

Se non racconti per la buonanotte, ma Racconti Notturni adatti a chi non ha paura di addormentarsi in una calda notte estiva e ritrovarsi in destabilizzanti mondi onirici.

In piena estate vogliamo proporvi una raccolta di racconti da brivido. Oggi vi parleremo di Ernst Theodor Wilhelm (che all’inizio dell’Ottocento cambia il suo nome in Amadeus per omaggiare Mozart) Hoffmann e dei suoi “Racconti notturni”.

La figura di Hoffmann è tra le più poliedriche tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento: non solo autore, ma anche compositore e disegnatore, la sua attività di caricaturista gli procurò diverse rogne da parte dei suoi superiori, per i quali non si risparmiò in materia di opere pittoriche satiriche. Ha indagato i più disparati generi narrativi: il fantastico, l’horror, il poliziesco, la fiaba, il grottesco ed il satirico.

I casi patologici sono fra i suoi temi preferiti descrivendo la realtà come qualcosa di assurdo ed illusorio, fondendo ad essa elementi fantastici, magici e onirici in una commistione perfetta, nelle sue opere dunque è difficile scorgere il limite tra realtà ed elemento fantastico poiché anche quest’ultimo è reso con grande realismo. La sua opera ha fortemente influenzato il romanticismo e moltissimi autori europei da Poe, Andersen, Baudelaire, Balzac, Puškin, Gogol’, Dostoevskij; inoltre dell’umorismo di Hoffmann ha notevolmente tenuto conto Luigi Pirandello.

Artattoo Cassino

L’invito alla lettura di oggi ha come protagonista il primo racconto della raccolta Racconti Notturni: L’orco insabbia, questo raccontino attirò l’attenzione del padre della psicanalisi Sigmund Freud poiché il tema protagonista della narrazione è il mondo onirico dei bambini. Nataniele è il protagonista del racconto perseguitato dal ricordo di mostro di cui le tate raccontano ai bambini che rifiutano il sonno. L’immagine del mago sabbiolino (un mago che getta sabbia sugli occhi dei bambini che non vogliono dormire per poi rapirli) diventa un ossessione paranoica per Nataniele che neanche in età adulta riesce a liberarsene. Sono diverse le figure in cui si imbatte nelle quali crede di vedere l’orco insabbiato, quest’ossessione rovinerà tutta la vita del giovane, neanche l’amore potrà nulla contro l’orco insabbiato.

Vi proponiamo l’incipit del racconto.
“Certamente sarete tutti sottosopra perché sono stato tanto, tanto tempo senza scrivervi. La
mamma sarà certamente in collera, e Clara crederà che io qua mi dia alla bella vita e abbia
dimenticato la mia dolce immagine angelica che mi è così profondamente impressa nel cuore e
nell’animo.- Ma invece non è così; tutti i giorni, tutte le ore penso a voi, e nei sogni più dolci la
cara figura della mia adorata Claretta mi passa davanti e mi sorride con gli occhi luminosi, con
tanta grazia come era solita fare quando entravo in casa vostra. Ah, come vi avrei potuto scrivere nelle condizioni di spirito turbate e sconvolte in cui mi trovo, e che mi agitano le idee! – Nella mia vita è successo qualcosa di terribile. Oscuri presentimenti di un atroce destino che mi minaccia stendono su di me un’ombra di nuvole nere, impenetrabile ad ogni amico raggio di sole. – Devo dirti qual è il male che mi ha colpito? Bisogna che lo faccia, lo comprendo; ma quando vi ripenso, mi strappa le risa più pazze. – Ah, Lotario del mio cuore, come fare perché anche tu possa almeno in parte sentire che quello che mi è avvenuto pochi giorni fa era veramente in grado di turbare in modo così ostile la mia vita? Se tu fossi qua, potresti renderti conto di tutto coi tuoi occhi; ma invece così so cosa penserai di me: che io sono un visionario senza giudizio. – Insomma, per farla breve, la cosa terribile che mi è successa e di cui mi sforzo invano di vincere la mortale impressione: alcuni giorni fa, e precisamente il 30 ottobre, a mezzogiorno, un venditore di barometri è entrato nella mia stanza e mi ha offerto la sua merce. Non ho comperato niente e l’ho minacciato di buttarlo giù per le scale, dopo di che se n’è andato coi suoi piedi”.

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