Libri da scoprire – La Bella Estate di Cesare Pavese

di Martina Salvarore

Vi abbiamo già parlato di Cesare Pavese quando vi proponemmo la lettura dei Dialoghi con Leucò, con La bella estate, pubblicato nel 1949, Pavese vince il Premio Strega nella primavera del ‘50, poco prima di togliersi la vita.

L’opera che andiamo a presentarvi oggi è sovente accostata ad altri due romanzi: Il diavolo sulle colline e Tre donne sole. Per ciò che concerne i contenuti i tre romanzi rappresentano opere autonome, ma sono unite da un rapporto di similarità di temi: il personaggio più debole è quello che più di tutti subisce il vorticoso passaggio dall’adolescenza alla maturità e lo fa tramite l’esplorazione, la scoperta, la delusione, il fallimento e la sconfitta. Tutti i personaggi delle tre opere tendono al a varcare il limite, plasmando le loro azioni con il gusto per la trasgressione e l’attrazione per il suicidio.

La narrazione de “La bella estate” vive nell’arco di un’estate torinese. Il beve romanzo racconta le vicende della giovanissima Ginia un’operaia tessile che, originaria della campagna, si trova ad essere catapultata nel mondo urbano e fa la conoscenza di un gruppo di amici, più adulti e spregiudicati. Amelia, una modella, (creata da Pavese per incarnare il rito di passaggio di Ginia dall’innocenza fanciullesca alla scoperta dell’essere adulta, è una sorta di Virgilio nell’Ade dantesco) la invita nell’atelier di un pittore: Guido è un uomo completamente preso dalla sua arte, capace di comprendere il sentire altrui ma non pronto a condividerlo.

Artattoo CassinoL’amore di Gina per quest’uomo è fondamentale per lasciare la sua forma bambina e diventare donna, ma la delusone che ne conseguirà lascerà nella giovane un segno indelebile. Concedersi a lui, posare nuda per lui, rappresentano per Gina il desiderio di emancipazione e la speranza di un amore sincero, che le costeranno però la vergogna e l’onta del ridicolo. L’amore si trasforma in ossessione e con esso l’estate diventa autunno. In questo modo le stagioni coincidono con le fasi del cambiamento interiore di Gina: la primavera in cui era bambina ed innocente, l’estate e la scoperta dell’indipendenza mista al terrore di restare sola una volta che la “festa” sarà finita, l’autunno rappresenta la scoperta della realtà, l’inverno infine incarna la disillusione cocente di tutte quelle speranze ormai disattese.

Pavese stesso parlando del suo romanzo lo descriverà come «la storia di una verginità che si difende».

Amelia conclude il racconto, il suo interesse erotico per Gina in che maniera si paleserà?

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