Incendio S. Vittore- Comitato trasparenza inceneritore: “Leggerezza e superficialità di Acea”

 

In una nota il “Comitato per la Trasparenza sull’inceneritore di San Vittore” punta il dito contro Acea per l’incendio di mercoledì 25 ottobre che ha visto divampare le fiamme in un magazzino del fabbricato.

CASSINO. «E’ un episodio gravissimo che mette in luce la leggerezza e la superficialità con la quale vengono trattati i rifiuti destinati alla combustione- si legge- L’incendio di mercoledì parrebbe causato da un’eccessiva superficialità nella fase di produzione e trasporto del CDR. Già in passato, più volte la stessa Arpa Lazio, attualmente impegnata nelle analisi delle emissioni inquinanti derivate dall’incendio di mercoledì, ha rilevato gravi carenze da parte dell’Acea Ambiente S.r.l. (già Aria S.r.l.) nella fase di caratterizzazione in ingresso del CDR come emerge da numerose relazioni (Cfr. ex multis Relazione Arpa Lazio Prot. n. 97976 del dicembre 2016). A preoccupare il Comitato per la Trasparenza sull’inceneritore di San Vittore – che, da anni, insieme all’associazione ambientalista Fare Verde, si sta occupando delle consistenti emissioni inquinanti dell’impianto in esame oltre che delle varie e tante irregolarità amministrative – è proprio questo clima di leggerezza e faciloneria che “circonda” l’impianto di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio».

«Questo clima è una diretta conseguenza delle varie e gravi illegittimità amministrative che sono alla base delle concessioni autorizzatorie che permettono il funzionamento del termocombustore- si insiste- L’Autorizzazione Integrata Ambientale è stata rinnovata dalla Regione Lazio a gennaio 2016 senza un parere dell’Arpa Lazio: illegittimità gravissima tenuto conto che l’Arpa è un’autorità terza e indipendente e che, in situazioni come queste, fornendo un nullaosta, va a garantire i cittadini da possibili conseguenze negative sull’ambiente e sulla loro salute. Per di più, la stessa Arpa Lazio ha accertato che il TMC in esame ha emesso nell’ambiente sostanze pericolose e cancerogene in quantità nettamente superiore ai limiti di Legge. Pertanto, su un sito già fortemente contaminato, adesso vanno ad aggiungersi le emissioni inquinanti prodotte dal recente incendio».

«Il Comitato per la Trasparenza sull’inceneritore di San Vittore chiede, nell’interesse dei cittadini, a tutte le Artattoo Cassinoistituzioni autorità e competenti:
– che pervengano quanto prima a stabilire l’eziologia dell’incidente e le conseguenti responsabilità;
– quando si potrà tornare a raccogliere e consumare i prodotti ortofrutticoli e alimentari provenienti dalle aree circostanti (le ordinanze dei Sindaci parlano di km. 2) il TMC di San Vittore?;
– in base a quali criteri è stata vietata la raccolta, la vendita e il consumo dei prodotti ortofrutticoli e alimentari nel raggio di km. 2 dal TMC di San Vittore quando uno studio ERAS effettuato nel 2013 (consultabile sul sito www.eraslazio.it) ha stabilito che il raggio d’influenza delle emissioni del TMC de quo è molto più ampio?;
– che si proceda quanto prima alle analisi del suolo e del sottosuolo per stabilire le modalità e il quantum delle emissioni inquinanti del TMC di San Vittore a seguito dell’incendio di mercoledì (l’inquinamento dell’aria, infatti, rappresenta un quid di maggiormente transitorio rispetto a quello relativo al suolo e sottosuolo in considerazione degli intensi venti che insistono sulla zona);
– come mai la procedura d’urgenza nello spegnimento dell’incendio non ha funzionato in considerazione dell’immediata e consistente propagazione delle fiamme avvenuta lo scorso mercoledì?;
– la pubblicazione quanto prima di tutte le analisi effettuate riguardo le emissioni nell’ambiente delle sostanze prodotte dall’incendio di che trattasi».

«Il Comitato per la Trasparenza sull’inceneritore di San Vittore – si chiude il documento- insiste ancora una volta affinché venga tutelata l’incolumità e la salute dei cittadini (art. 32 Costituzione) in considerazione della leggerezza e della superficialità con la quale sinora è stato affrontato il problema della presenza del termocombustore nella zona di San Cesareo in San Vittore del Lazio».

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