Incendio Ex Marini- Di Mambro: “Sfiorata la tragedia, politica rinsavisca”

«Forse la città non se ne è nemmeno accorta ma si è evitato un disastro ambientale per un nonnulla». Non usa mezzi termini il consigliere comunale Carmine Di Mambro per commentare il pericolo scampato lunedì mattina con l’incidente avvenuto sull’autostrada che ha sprigionato un incendio che ha lambito pericolosamente il capannone dell’Ex Marini, uno dei siti maggiormente inquinati della città.

CASSINO. «Quello che è accaduto è un fatto gravissimo. Un incendio causato da un fatto fortuito sulla vicina Artattoo Cassinoautostrada ha innescato un incendio che si è propagato velocemente verso il sito dell’Ex Marini dove sono conservati, in attesa di bonifica, rifiuti pericolosi e tossici. Le fiamme fortunatamente si sono limitate a lambire la struttura bruciando pochissimo materiale ma la “bomba” non è esplosa altrimenti sarebbero stati problemi seri. Nell’ex fabbrica, cioè a pochi metri dalle fiamme, sono ancora oggi conservati rifiuti altamente infiammabili che avrebbero creato non pochi problemi alla popolazione, per non parlare del “fagotto” incellophanato nello spazio antistante che non oso immaginare cosa contenga. Sarebbe stato il replay di quanto accaduto qualche mese a Pomezia per intenderci quando la Procura di Velletri ha confermato l’alta tossicità dei fumi sprigionati dalla copertura della Eco X. I fondi per la bonifica – conclude il consigliere cassinate – ci sono da un decennio ma restano fermi senza che nessuno si sia mosso per sbloccarli in attesa che succeda l’irreparabile. La politica nazionale e regionale tutta è stata inerme dinanzi alle necessità ambientali di questo territorio che continua a portare ferite che non si rimarginano da sole dopo lo scempio perpetrato negli anni passati. La nostra terra continua ad essere martoriata anche per via di una politica che non ha il coraggio di prendere decisioni importanti in difesa dei cittadini tradendo, quasi sempre, il mandato che gli viene dato dal popolo. Adesso bisogna solo sperare che battendo i pugni sul tavolo, e io lo sto facendo, qualcuno rinsavisca e si accorga che i soldi ci sono e il problema esiste ed è particolarmente serio».

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