Gran Bretagna fuori dall’UE, davvero è una catastrofe?

di Simone Tescione

CASSINO. Gran Bretagna fuori dall’Unione Europea, David Cameron lascia la guida dell’Inghilterra, borse a pibrexit_flagcco. Ecco la sintesi di queste ore dopo l’espressione dei cittadini di Scozia, Galles, Irlanda del Nord ed Inghilterra sull’opportunità di uscire dagli accordi europei. La vittoria degli euroscettici apre un mondo ancora inesplorato i quali effetti nessuno conosce.

Quelli che si paventano sono solo scenari ipotizzati perlopiù dipinti a seconda della tesi di parte: “Sarà un catastrofe”- sostengono i fautori dell’Europa unita; “Tutto sommato non succederà nulla di significativo”- è la controbattuta dall’altra parte della barricata.

Fatto sta che ora il dato è tratto, il popolo sovrano ha deciso e si procede per una via sicuramente ignota. Qualcuno potrà dire (forse) tra un po’ di tempo “L’avevo detto io” nel bene o nel male, in un caso o nell’altro.

Ma davvero si rischia la paralisi o l’impoverimento nazionale per scelte del genere? Questo è il vero quesito. Appare difficile che un prodotto di livello come la nuova Alfa Giulia assemblata a Cassino non venga acquistata dal banchiere di Manchester perché è uscito dagli accordi con l’UE. O che lo stesso non mangi più prodotti tipici del nostro export perché il suo Paese è fuori dagli accordi con l’Unione Europea. Dove c’è domanda c’è offerta, dove c’è domanda c’è mercato: si creeranno semplicemente nuovi equilibri. “Andiamo in vacanza a Londra? Ah no, è uscita dall’Europa, peccato, andiamo a Berlino”. Oppure sempre il banchiere di Manchester che vuole visitare l’abbazia di Montecassino, proprio quando sta cliccando sull’acquisto del biglietto aereo che l’avrebbe catapultato a Capodichino, in un improvviso bagliore di lucidità, ricorda che Cassino è Italia, e quindi nell’UE, ed è costretto a ripiegare sull’abbazia di Kelso in Scozia. Sembrano scenari un tantino verso l’assurdo.

La Gran Bretagna è stata sempre borderline rispetto alla regole europee: le aveva rinegoziate a ribasso ultimamente e non aveva mai abbandonato la sovranità monetaria. Eppure si facevano affari.

Quello che sarebbe senz’altro vero, è che con la Gran Bretagna fuori dell’UE, chi è nella stanza dei bottoni, adesso, ha meno bottoni per le mani e può incidere meno sulle sorti di un continente che si immaginava il più conformato possibile con pochi al comando che decidono (non sempre nell’interesse dei cittadini, vedi TTIP) e giostrano interessi. Ma soprattutto adesso si è creato un precedente che ha tracciato la via per altre fuoriuscite. Se l’esperimento britannico dovesse apportare delle migliorie alla loro situazione politico-economica ci sarebbe la fila alla porta dell’Unione, ma per uscire. E addio ai grandi interessi incancreniti di burocrati e multinazionali.

Non è che sia questa la grande paura?

Condividi...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi