Gli Stati Uniti attaccano la Siria con 59 missili. Mosca: “Aggressione, come invasione dell’Iraq”

Le intenzioni degli Stati Uniti nei confronti della Siria di Assad ? “Vedrete”. Era stata questa l’enigmatica risposta fornita ai cronisti da Donald Trump, dopo l’attacco con armi chimiche del governo di Damasco a Idlib, provincia in mano ai ribelli. Meno di 48 ore dopo, quel “vedrete” si è trasformato in 59 missili Tomahawk  che l’esercito americano ha lanciato da due cacciatorpediniere della marina contro una base aerea siriana. Si tratta della base di Shayrat, nel centro della Siria, da dove si sospetta sia stato lanciato l’attacco chimico contro la cittadina di Khan Sheikhoun. L’impatto dei missili al suolo è avvenuto intorno a alle 20 e 45 ora di Washington (le 2,45 in Italia), mentre a Damasco erano le prime ore del mattino.

Trump: “Attacco mirato”. Siria: “5 morti e 7 feriti” – A confermarlo nella notte è un portavoce del Pentagono, prima che lo stesso presidente intervenisse sulla questione.  “Ho ordinato un raid mirato” alla base dalla quale è partito l’attacco chimico, ha fatto sapere Trump parlando da Mar-a-Lago e spiegando che “gli Stati Uniti devono prevenire la diffusione e l’uso delle armi chimiche”, perché non c’è dubbio che la Siria abbia “usato armi chimiche”. Una dichiarazione di poco più di tre minuti, in cui Trump è nuovamente tornato ad attaccare il presidente della Siria Bashar al-Assad, definendo l’attacco do Idlib “barbaro“. Poi il presidente ha invitato “tutte le nazioni civili a unirsi a noi nel tentativo di porre fine al massacro e allo spargimento di sangue in Siria, e a anche a porre fine al terrorismo di tutti i tipi”. I missili americani hanno puntato e colpito piste, apparecchi e zone di rifornimento. Un comunicato del Pentagono fa sapere che l’attacco ha “ridotto la capacità del governo siriano di utilizzare armi chimiche“. Secondo l’esercito siriano sono sei le persone sono morte nel raid, con numerosi i feriti.

Russia: “Aggressione a Stato sovrano” – Anche la tv di Stato siriana conferma che i missili hanno colpito una serie di obiettivi militari all’interno del Paese, definendo l’attacco una “aggressione“, mentre non si sono fatte attendere le reazioni degli altri Paesi. Prima tra tutte la Russia, storica alleata e protettrice di Assad, che secondo Jeff Davis, portavoce del Pentagono, è “stata informata in anticipo dell’attacco”. Per il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, però, Vladimir Putin ha definito l’azione militare americana come “un atto di aggressione copyshop-cassinocontro uno Stato sovrano che viola legge internazionale”. L’attacco, sempre secondo il Cremlino  è stato sferrato sulla base di “un pretesto inventato“: secondo Mosca, infatti, l’esercito siriano non dispone di armi chimiche. Quanto accaduto, aggiunge sempre il portavoce di Putin, arrecherà “danni significativi alle relazioni Usa-Russia” e crea “un serio ostacolo” alla costituzione di una coalizione internazionale per sconfiggere l’Is.Putin tra l’altro, secondo il Cremlino, considera l’attacco un tentativo di sviare l’attenzione del mondo dalle vittime civili in Iraq dove una serie di raid della coalizione hanno provocato la morte di almeno 150 persone a Mosul il mese scorso.

 

Mosca chiede convocazione urgente Onu –  Le parole di Putin, però sono seguite quelle del ministero degli
Esteri russo, secondo il quale gli Stati Uniti avevano deciso di attaccare la Siria già prima della strage avvenuta tre giorni fa nella provincia siriana di Idlib. La carneficina di Khan Sheikhoun sarebbe dunque stata per gli americani solo “un pretesto”. Da Mosca si registrano poi le parole di Viktor Ozerov, capo della commissione esteri e sicurezza della Camera alta del parlamento di Mosca che definisce l’azione americana come “un atto di aggressione degli Stati Uniti contro una nazione Onu“. Anche secondo Ozerov l’attacco potrebbee minare la lotta al terrorismo, ma il politico russo ha anche annunciato la convocazione urgente da parte di Mosca del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Nato “rimanda alle autorità degli Stati Uniti per quanto riguarda” commenti al raid in Siria, aggiungendo di  “che il segretario generale, Jens Stoltenberg, è stato informato dal Segretario alla Difesa americano, James Mattis, prima degli attacchi”.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

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