Gabriele Del Grande è libero, la Farnesina: “Sta tornando in Italia”

Gabriele Del Grande è libero”. Lo annuncia su Twitter il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. “Gli ho parlato adesso sta tornando in Italia – scrive il capo della Farnesina – ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo”. “Questa notte il collega ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu mi ha comunicato la decisione. Lo ringrazio. #iostocongabriele“, ha aggiunto Alfano sempre su Twitter.

Emozionato, Massimo Del Grande, padre del giornalista, ha annunciato che il figlio “dovrebbe arrivare verso le 10 di questa mattina a Bologna“. “Stiamo andando a prenderlo, è un gran giorno”, ha detto a Rainews 24. “Mi ha chiamato il ministro Alfano. Ci hanno detto che sta bene”, ha detto ancora aggiungendo che la prima cosa che farà sarà di “abbracciarlo forte”.

Del Grande era stato fermato il 9 aprile in Turchia durante un controllo nella provincia di Hatay, al confine con la Siria. La notizia del fermo era emersa il giorno successivo e fin dall’inizio avevano seguito la vicenda il consolato italiano a Smirne e l’ambasciata italiana ad Ankara, in stretto raccordo con la Farnesina. Il 18 aprile la prima telefonata alla famiglia: “Non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio telefono e le mie cose”, aveva detto, come era stato riferito sulla pagina Facebook del suo film Io sto con la sposa. “La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito ripetuti interrogatori a riguardo”, aveva proseguito, aggiungendo che avrebbe cominciato uno sciopero della fame.

“La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta. Non mi e’ stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me”, aggiungeva Del Grande nel breve colloquio, spiegando di essere stato prima “tenuto in un centro di identificazione e di espulsione di Hatay” e poi “trasferito a Mugla“, sulla costa egea, “sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento“. Negli ultimi giorni il governo italiano aveva intensificato i contatti con le autorità turche per chiederne la liberazione e venerdì il reporter aveva incontrato una delegazione consolare italiana, insieme al suo legale turco.

Gabriele del Grande da anni è impegnato sul tema delle migrazioni. Fondatore del blog Fortress Europe, che dal 2006 racconta il Mediterraneo e le vittime dei confini, è fra i tre registi di Io sto con la sposa, documentario del 2014 finanziato dal basso in cui racconta il viaggio di cinque profughi siriani e palestinesi per raggiungere la Svezia dall’Italia.

Del Grande era partito per la Turchia pochi giorni prima di essere fermato, per raccogliere materiale per il suo nuovo libro: si tratta di Un partigiano mi disse, che sta realizzando grazie al crowdfunding. L’idea, come spiega lui stesso sul sito della raccolta fondi, è quella di “guerra in Siria e nascita dell’Isis raccontate attraverso l’epica della gente comune in un intreccio di geopolitica e storytelling”. Su Facebook, l’8 aprile il documentarista aveva fatto sapere di essere “di nuovo in viaggio, Istanbul, sulle tracce di una nuova storia per il libro”, mentre il 5 aprile aveva scritto: “Il giornalismo dovrebbe denunciare i crimini di guerra. Di tutti. Per farlo però c’è bisogno che ai corrispondenti di guerra siano garantiti l’ingresso sicuro e l’indipendenza del loro lavoro”.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

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