Cibo e salute- Scatta l’obbligo con l’indicazione di origine su pasta e riso: firmati i decreti

Dopo l’obbligo di indicare la provenienza scattato ad aprile per il latte e i formaggi, ora tocca al grano con cui viene fatta la pasta e al riso.

Sono stati firmati due decreti interministeriali per introdurre in via sperimentale, per due anni, l’obbligo di indicazione dell’origine. Per Coldiretti “è una decisione che risponde alle esigenze di oltre il 96% dei consumatori che chiedono che venga scritta in etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti”. Dissimile invece la posizione del presidente di Aidepi secondo cui l’origine, da sola, non è sinonimo di qualità e non è detto che il grano nazionale sia quello migliore.

Il decreto con cui viene resa obbligatoria l’indicazione di origine sul grano con cui viene fatta la pasta, prevede che l’etichetta delle confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno indicare il Paese di coltivazione del grano e quello dove è stato macinato.

Il provvedimento che riguarda il riso, invece, prevede le indicazioni sul Paese di coltivazione, quello di lavorazione e di confezionamento. Le informazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente, in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili e indelebili. Entrambi i provvedimenti lasciano alle aziende 180 giorni di tempo per l’adeguamento al nuovo sistema, una fase di passaggio per provvedere allo smaltimento delle etichette e delle confezioni già prodotte.

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