Cassino- Movida, un’ordinanza che spacca

CASSINO. Cassino si spacca. Pro e contro l’ordinanza emanata ieri in tarda mattinata dal sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro. Riassumendola, non sarà più possibile somministrare da bere fuori dai locali da mezzanotte e né andare oltre quell’orario per le serate di musica. Com’era facilmente prevedibile si è sollevato un vespaio tra applausi di approvazione e fischi di protesta. Una contrapposizione riprodotta fedelmente e plasticamente dai social, sui quali in queste ore in tantissimi hanno espresso il proprio parere. A cominciare dall’amministrazione che rivendica la scelta. Per l’assessore Leone «la Politica non deve farsi dettare la linea dai social, dalla comunicazione o dalla pancia. La Politica deve riprendere il suo ruolo, quello di saper decidere. Con coraggio e determinazione,anche quando le scelte possono non essere condivise. La Politica deve decidere. Veniamo da anni nei quali la nostra città è stata amministrata dalla paura di decidere».  A stretto giro risponde l’opposizione extra consiliare petrarconiana con Danilo Picano: «L’ordinanza è un pastrocchio giuridico. Non si sono accorti che è più permissiva del regolamento della polizia locale approvato da noi nel 2012 e con sanzioni differenti. Ora le domande sono queste: se anche il sindaco deve rispettare il regolamento comunale quale delle due normative sarà valida, quella più repressiva (regolamento comunale) o quella più permissiva (ordinanza)? Quale sanzione verrà applicata, quella del regolamento o quella dell’ordinanza? in pratica bastava far rispettare il regolamento. E’ stata solo una trovata populista che non troverà riscontro nella realtà. Con la repressione non partirà mai quel percorso di sensibilizzazione contro l’abuso dell’alcool».

Ragazzi sulle barricate in virtù di un’ordinanza ritenuta eccessivamente severa, residenti che gongolano auspicando maggiore tranquillità nelle ore notturne. Questa è la falsa riga dei commenti su Facebook: «Scelta coraggiosa, ora ci sarà maggiore sicurezza e tranquillità»- si legge tra i tanti commenti e post delle varie bacheche; «Questa estate nessuno a Cassino potrà sedersi su una panchina a bere una birra al fresco. Risultato: andremo a goderci la bella stagione nei luoghi limitrofi, con enorme danno per gli esercizi commerciali della città». Ma ancora, «Garantito il diritto al riposo, la mattina si lavora»; e poi c’è chi sceglie la via del sarcasmo «St’ordinanza non la capisco, ho 2 bottiglie di vino a casa vorrei capire cosa rischio a berle dopo la mezza, non si sa mai».

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