Cassino. Migranti, l’intolleranza dilaga sul web ed il sindaco si arma: ma non può farci nulla

di Simone Tescione

CASSINO. Sul web, e su facebook in particolar modo, riesplode la protesta dei cassinati contro i migranti a Cassino, figli dei fatti di cronaca di ieri. Il connubio tra l’episodio dell’accoltellamento da parte di, chi hartigans300x250okdice uno chi dice più, persone di colore ai danni di uno studente di Cassino, e l’insediamento di 75 profughi negli stabili di via Vaglie ha incendiato gli animi e manifestato il disappunto dei cassinati sui social che, in più di qualcuno, chiedono l’allontanamento dalla città degli immigrati scatenando duelli rusticani a colpi di tastiera con chi, invece, non vede pericoli per l’incolumità e per la sicurezza nell’accoglienza.

Le motivazioni che vengono addotte dai fautori dell’allontanamento sono quelle dell’aumento dei reati e della sensazione di insicurezza generata dai nuovi; la controparte ribatte che nel rispetto delle regole anche loro hanno diritto di insediarsi.

Il fatto innegabile è che il colore della pelle, anzi la nazionalità di provenienza, qualche ira pare proprio che la provochi. La discussione si sposta in fretta dal fatto in sé a chi lo ha commesso, e si manifesta in tutta la sua veemenza sfociando nell’insofferenza per l’accoglienza.annamariabanner4

I fatti che hanno coinvolto il minore di ieri (LEGGI ARTICOLO) sono estremamente gravi e meritano una condanna ferma e possibilmente celere. L’altro fatto vero è che l’esplosione di reati commessi da extracomunitari non è stata mai certificata dall’Istat, invece ciò che è stato acclarato dall’istituto nazionale di statistica è che sono più le persone che abbandonano il nostro Paese rispetto agli sbarchi da sud, quindi cade anche il mito dell’invasione.

Come mai tanta insofferenza? I problemi sono più complessi del pensiero comune dell’“A casa loro” e sono da ricondurre ad uno Stato ed un’Europa che non fanno il loro dovere, aggravati anche dagli anni di crisi: non c’è lavoro, non ci sono misure di contrasto alla povertà, i continui tagli alle forze dell’ordine, alla sanità (ops, la razionalizzazione) sono tutte piccole (ma mica tanto) spine che vengono conficcate giornalmente sotto i nostri piedi e la rabbia cova sotto la cenere. La crisi, per giunta, ha arricchito chi già era ricco ed impoverito il ceto medio (altro dato Istat certificato) e, quindi, fa specie che vengano spesi i tanti soldi (europei) per accogliere immigrati (senza pensare che poi finiscono nell’indotto italiano e grazie a quello tanti italiani hanno un lavoro). Appena si vede uno a cui viene garantito il minimo sindacale allora è colpa sua, come se quei soldi spettassero agli italiani. Ma è questo il grande equivoco, quei soldi destinati ad accogliere non sarebbero mai stati investiti in quel modo per gli italiani, con o senza i migranti, copyshop-cassino-300x250bisogna metterselo in testa.

Le ondate migratorie rappresentano un fenomeno epocale che non può essere sanato coi muri, bisogna farsene una ragione e conviverci, magari imponendo a tutti i paesi dell’UE di prendersi la propria quota. L’altra verità vera è che lo Stato, né prima degli sbarchi né ora, ha mai assicurato un trattamento completamente assistenziale agli italiani, i poveri sono sempre esistiti e mai sono stati messi in strutture od alberghi, se non per calamità.

E i reati? Vuoi vedere che solo ora ce ne siamo accorti che siamo ai minimi termini con gli investimenti in protezione del territorio? A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato anche il sindaco di Cassino D’Alessandro, che proprio poco fa, ha annunciato la volontà di portare avanti il processo di armamento della Polizia Municipale (non si farà mai). Ma davvero siamo convinti che armare la Municipale (corpo scelto per fare altro) possa aiutare la sicurezza? E come sarebbero divise le competenze con le forze dell’ordine? E chi lo decide? Il sindaco? Forse sarebbe idoneo rafforzare il controllo da parte degli agenti preposti e non improvvisare altri corpi, ma questo non rientra certamente nelle possibilità dei primi cittadini e unnamed-4quindi torniamo sempre allo Stato che negli ultimi decenni, indipendentemente dai governi, ha sempre limato i fondi destinati alla sicurezza arrivando fino all’osso e dando via libera alla delinquenza di ogni colore. Fa bene D’Alessandro, invece, quando chiede alla Prefettura di Frosinone di far rispettare lo Sprar, se i documenti hanno ancora un senso. Altrimenti si disponesse la nullità dello stesso ed andiamo avanti.

Però la società di oggi è fatta così, è la società della banda larga, sono richieste la velocità, la rapidità e gli slogan come soluzioni, cercare le cause del malessere ed i suoi capri espiatori deve essere una cosa veloce, senza discorsi lunghi e pesanti, men che meno buonisti: “Perché siamo nella merda? Per colpa degli immigrati” è più facile e non si perde tutto il tempo impiegato a leggere st’articolo.

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