Cassino- Disastro Acea: la colpa è dei cittadini

di Simone Tescione

La querelle Acea si è conclusa come si sapeva. Il Consiglio di Stato ieri ha dichiarato nulla l’ordinanza emanata dal sindaco di Cassino D’Alessandro dello scorso 10 settembre che bloccava la “presa” degli impianti da parte della multinazionale romana, quindi, ora, il comune deve assolutamente cedere le chiavi, senz’appello.

Si chiude così (al netto di rivalse da parte di Acea) il capitolo dedicato all’articolata questione della cessione dell’acqua del ricco bacino idrico cassinate alla multinazionale romana, rendendo la Città ancora una volta Martire.

Di questa situazione sono colpevoli tutti. Sicuramente le dimenticanze della Giunta Petrarcone sono state determinanti: il non presentarsi davanti al Tar ha spianato la via ad Acea ed ha permesso, di fatto, alla società capitolina di mettere le mani sull’acquedotto che disseta il centro città, giacché le periferie cittadine già sono marchiate Acea da un pezzo.

E tornando ai giorni della campagna elettorale, specie nell’era dei social che non perdonano, riemergono e risuonano come beffardi i video dell’allora candidato sindaco di centrodestra D’Alessandro che illustrava l’importanza di un bene primario come l’acqua con l’assicurazione che sarebbe stato salvato dalle grinfie romane. Macché. Sapeva bene D’Alessandro che si poteva far poco, perché i toni risoluti e sicuri della campagna elettorale si sono trasformati in “Faremo tutto ciò che possiamo per salvare l’acquedotto” all’indomani della sua elezione, dove la differenza pre e post voto è sostanziale.

I filmati della campagna elettorale d’alessandriana girano in queste ore nuovamente sui social e, tra l’altro, ringalluzziscono le velleità dei petrarconiani, forse, ma anche senza forse, i maggiori responsabili del disastro dell’acquedotto con la mancata costituzione davanti al Tar da parte della scorsa Giunta. Proprio il candidato di area di sinistra durante gli ultimi giorni di campagna elettorale si era addirittura superato dando tutto per risolto: “Petrarcone ha salvato l’acquedotto“- annunciavano le vele. E si vede.

Slogan da campagna elettorale che mancano di rispetto ai cittadini.

L’attuale primo cittadino cassinate non ha torto quando dice che ha fatto di tutto per salvare l’acquedotto, ci crediamo, ma i toni sicuri pre elezioni stridono maledettamente e non possono passare sotto traccia. Ai cittadini va detta la verità soprattutto su questioni così delicate.

Erano pochissime le possibilità di salvare l’acquedotto, se non addirittura inesistenti, ma nessuno l’ha detto. Tutti con la soluzione in tasca.

Ma sì, la colpa è nostra, ci piace essere illusi, siamo noi a permettere che ci prendano in giro, indistintamente.

 

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