Cassino, arriva la petizione per chiedere al sindaco e al Procuratore Capo la verifica dei siti inquinati

CASSINO. L’attivista Edoardo Grossi – membro Consulta Ambiente Comune di Cassino (sostituto Console TCI)- ha lanciato nei giorni scorsi una petizione via Facebook che chieda agli organi preposti di verificare le eventuali contaminazioni di diversi siti sparsi nel cassinate sui quali gravano qualcosa più che sospetti d’inquinamento.

La petizione, che ha raggiunto circa 400 adesioni, ha il fine di essere presentata al sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro ed al Procuratore Capo della Repubblica di Cassino Luciano D’Emmanuele corredata da un buon numero di sottoscrizioni affinché questihartigans300x250ok possano rendersi promotori di verifiche.

Nella lettera da inviare si legge quanto segue:

“I sottoscritti cittadini
espongono quanto segue:

PREMESSO

1) che è ormai provata la presenza di rifiuti tossici in dosi massicce nel territorio cassinate e la percentuale di malati di cancro è tra le più alte del Paese;

2) che a seguito di precedenti inchieste, ultima in ordine di tempo quella riguardante l’area denominata “Nocione”, culminata nell’archiviazione del 30 novembre 2013, e riaperta nel mese di marzo 2016 è emerso ineludibilmente la presenza di rifiuti tossici;

3) che dalle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone, a pagina 40, (rif. documento n. 283 desecretato dalla Camera dei Deputati il 31.10.2013) emergono con chiarezza, fatti, luoghi e circostanze tali da ritenere che il nostro territorio sia stato per anni interessato dall’interramento di rifiuti tossici;

4) che la pubblicazione del Libro “Io, Morto per Dovere” di Luca Ferrari e Nello Trocchia, vi è un intero capitolo dal titolo ” Da Cassino all’Ecomafia” che narra l’indagine sui rifiuti tossici, del Sostituto Commissario Roberto Mancini, partita proprio da Cassino.

5) che è ormai provato che da alcuni pozzi del cassinate sgorga acqua contaminata da Cromo, Ferro, Manganese e Mercurio, certificato dalle analisi dell’ARPA LAZIO del 14.04.2014 (rif. ARPALAZIO Prot. n. 0026036 del 07 aprile 2014). A seguito dei suddetti rilievi è stata emessa dal Comune di Cassino ordinanza con la quale si vietava l’uso dell’acqua; (rif. ordinanza comune di Cassino n. 58 del 27.02.2014)

6) che da diverse segnalazioni emerge altresì che sotto la superstrada Cassino-Sora, tratto Università di Cassino-Ospedale Santa Scolastica, durante i lavori di realizzazione della stessa, siano stati interrati rifiuti tossici, tant’è che dagli interrogatori degli operai del comune di Cassino, viene evidenziato che per scavare le buche a Nocione veniva utilizzato un escavatore della società che stava realizzando la vicina superstrada Cassino-Sora.(rif. proc. penale n. 4327/11 R.G.N.R.);copyshop-cassino

7) che a seguito di sopralluogo di associazioni ambientaliste, componenti della Consulta dell’Ambiente del comune di Cassino, consiglieri comunali di Cassino, stampa, tv e semplici cittadini, insieme alla Forze dell’Ordine, presso l’ex Campo di Concentramento in Via Caira, a circa 2100 metri, in linea d’aria, dal centro di Cassino, si è constatato che all’interno di un capannone vi era un bunker in acciaio, con anticamera per decontaminazione, dove presumibilmente erano depositate armi chimiche e/o nucleari. Numerosi cittadini, vicini alla ex struttura militare, riferiscono che circa dieci anni fa hanno notato, nella notte, movimenti di automezzi e persone equipaggiate di tute e maschere antigas, che entravano e uscivano dalla struttura già dismessa;

8) che in via Sant’Angelo, subito dopo l’Università di Cassino, di fronte ad un’industria, vi sono campi coltivati a grano e/o orzo, dove il proprietario del terreno, qualche anno fa, lamentava che dal terreno fuoriusciva del liquame nero, simile a petrolio, l’inchiesta della Polizia di Stato di Cassino non ha portato né al sequestro del terreno, né a stabilire la natura della contaminazione. Ancora oggi si coltivano cereali;

9) che in Via Varlese, a circa 900 metri dal centro abitato di Cassino, ancor oggi sono depositati rifiuti tossici, nonostante il sequestro della Guardia di Finanza e della Polizia Stradale;

10) che in queste ultime ore la stampa locale, in maniera sempre più insistente riporta notizie secondo le quali in una località tra Cassino e Sant’Elia Fiumerapido, è stato sequestrato un terreno di circa 300 metri quadrati per la presenza di una sostanza di colore rosso riconducibile ai metalli Ferro e Magnesio.

CONSIDERATO ALTRESI’

che a ridosso dei siti suddetti, si continuano a porre in essere attività agricole e di pastorizie, i cui prodotti vengono immessi sul mercato locale.

ALLA LUCE DI QUANTO ESPOSTO

i sottoscritti cittadini chiedono alle autorità in epigrafe indicate, ognuna per quanto di competenza, di accertare la presenza di sostanze tossiche nel territorio cassinate, di individuare eventuali responsabili di tali condotte e di procedere senza indugio alla bonifica dei siti. Nel frattempo interdire tutte le aeree, certamente contaminate e sospette contaminate, ad uso agricolo e zootecnico per limitare danni alla salute dei cittadini”.

Per firmare la petizione CLICCA QUI

Cassino Informa sposa il progetto e invita a sottoscrive perché Cassino è un bene di tutti.

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