Cassino- Acea, in piazza si litiga ma la sostanza non cambia

Ieri l’incontro in piazza Diamare a Cassino voluto dal sindaco D’Alessandro per spiegare alla cittadinanza gli sviluppi della questione Acea, società che da sabato scorso è il nuovo gestore idrico della Città Martire.

CASSINO. Davanti a tutt’altro che il pubblico delle grandi occasioni, 3-400 convenuti, il primo cittadino cassinate ha in sostanza ribadito il fatto di aver cercato con ogni mezzo di contrastare il passaggio di mano materializzatosi proprio in questi giorni, per colpa di chi lo aveva preceduto, Peppino Petrarcone, tanto per essere chiari, per non essersi costituito in giudizio davanti al Tar.

«La nostra strategia giuridica era giusta- ha argomentato in una nota D’Alessandro- ma non voglio dirlo io ve lo farò dire dal Presidente della V sezione del Consiglio di Stato, Carlo Saltelli che nell’ultima sentenza che condanna il Comune di Cassino afferma: “Non potendo sottacersi che alcune delle censure sollevate dovevano essere proposte nell’ambito del giudizio conclusosi con sentenza di ottemperanza si discute”. In sostanza- ha continuato D’Alessandro- il presidente dice che tutte le obbiezioni mosse dal Comune in questa circostanza dovevano essere avanzate prima, ed esattamente nel ricorso contro l’ente promosso da Acea per la mancata consegna, dopo diffida, degli impianti idrici ed a cui la passata amministrazione non si è costituita in giudizio. Per quanto riguarda il ristoro relativo ai 200 l/s non arretreremo di un millimetro».

Dall’altra una trentina di attivisti del “Comitato no Acea” capitanati da Renato De Santis che fuori programma ha spiegato senza palco e senza microfono le ragioni del dissenso prima dal vivo, poi sulla piazza virtuale di Facebook: «Il sindaco ha dimostrato tutta la sua pochezza politica- ha dichiarato a mezzo social De Sanctis- ci ha nuovamente narrato la novella del buon samaritano (lui) e dello stolto (Petrarcone). Ha volutamente sorvolato sul bubbone dei 200l./sec. che fino a prima che firmasse (facendo solo una manovra politica) insieme ad altri sindaci della provincia, la Risoluzione ai sensi dell’articolo 34 della convenzione, aveva trattato ad un prezzo di €. 2.200.000 per sua stessa ammissione. Oggi si trova nella posizione di aver dato ad ACEA infrastrutture ed acqua e non sapere neanche se porta a casa qualche centinaia di migliaia di euro. Non so se si possano ravvisare gli estremi di danno erariale, che naturalmente ricadrà su tutti i cittadini di Cassino, e credo possa essere materia interessante per la Procura della Repubblica, perché un qualsiasi amministratore di una qualsiasi società non può assolutamente avere comportamenti tanto negligenti da arrecare danni a tutta una comunità. Mi sono convinto che hanno ragione i tanti che gridano: dimettiti!».

Di sicuro la disputa non finisce qui, almeno a chiacchiere, perché nei fatti sarà difficilissimo, per non dire impossibile, riandarsi a riprendere il secondo bacino idrico d’Europa.

Intanto sono entrate in vigore le tariffe Acea e a pagare in maniera più pesante saranno come sempre le classi meno abbienti.

Condividi...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi