Caso Acea, l’8 settembre si discute la nomina di Raio. Esulta D’Alessandro

Sede AceaCASSINO. Il sindaco di Cassino D’Alessandro riesce a strappare la discussione sulla nomina di Raio a commissario ad acta all’8 settembre. A sancirlo è stato il Consiglio di Stato aprendo, così uno spiraglio all’annullamento degli atti portati avanti fino ad ora dallo stesso Raio. Inoltre è stato disposta l’impossibilità dell’interruzione del flusso idrico:«Il Consiglio di Stato ha fissato per l’8 settembre del 2016 la camera di consiglio per decidere sulla sospensione degli atti assunti dal commissario ad acta, vice prefetto, Raio e del Prefetto di Frosinone, Emilia Zarrilli in relazione alla consegna dell’acquedotto comunale ad Acea Ato 5» dichiara il sindaco di Cassino.

«Due i passaggi fondamentali: il primo è che sotto il profilo cautelare “il Consiglio di Stato non ha ritenuto sussistere i presupposti per sospendere gli atti immediatamente però ha ben precisato che “in ogni caso gli enti interessati dovranno adottare ogni opportuna e doverosa cautela per evitare qualsiasi interruzione del servizio idrico nelle more della trattazione della richiesta cautelare all’udienza collegiale in camera di consiglio dell’8 settembre”.

Il Comune di Cassino, a mezzo dell’avv. Massimo Di Sotto ha, infatti, presentato due giorni fa nuovo ricorso nell’ambito del giudizio in cui era già difeso dall’avv. Francesco Caputo rappresentando come lo stesso Commissario Raio si è posto il problema della particolare condizione di gestione del servizio idrico della città di Cassino che si basa su una convenzione con l’Acqua Campania S.p.A., distinta dal rapporto con Ato 5.

Infatti nella famosa lettera del 6 luglio 2016 che, in questi giorni è andata alla ribalta delle cronache, perché secondo il Prefetto di Frosinone la mancata risposta alla stessa, sarebbe stata silenzio assenso con prossima consegna degli impianti, il commissario stesso aveva scritto “Fatta salva la convenzione con Acqua Campania”, mentre poi il Prefetto con la lettera del 12 luglio 2016 ha indicato di consegnare gli impianti sulla scorta di un verbale , del 4 giugno 2015, che sarebbe del tutto carente di dati essenziali, come la stessa Acea ha ritenuto in quel giudizio.

Il Comune ha chiesto anche la censura di tale incertezza e della validità dell’incarico commissariale e come giustamente detto dal consiglio di Stato gli enti interessati, quindi anche Ato 5 ed Acea, dovranno tenere conto di tutte le questioni che occupano la vicenda inclusa la suddetta convenzione e non evitare danno alla cittadinanza in pieno agosto.

Il punto centrale sta però nel considerazione, per noi amara del passaggio in cui il Consiglio di Stato rileva come non può “sottacersi che alcune delle censure sollevate dovevano essere proposte nell’ambito del giudizio conclusosi con la sentenza della cui ottemperanza si discute”.

Fermo restando che la presente è una pronuncia provvisoria, in vista della discussione vera e propria, non possiamo con nostro rammarico evidenziare come lo stesso giudice abbia presso che certificato la totale inadeguatezza delle argomentazione opposte ad Acea dall’amministrazione Petrarcone. Tale lacuna, è stata adesso colmata dal Comune con una rappresentazione integrale degli accadimenti unita ad una analisi anche dei contenuti specifici della consegna, che secondo il comune esclude il conferimento degli impianti.

Alla luce di questa pronuncia siamo ancora più fiduciosi che, pur con le criticità derivanti da una inadeguata difesa da parta della passata amministrazione la vicenda possa concludersi positivamente nell’interesse dei cittadini di Cassino».

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