Calcio. Sos Colosseo, Daniela ad un passo dalla resa: “Promesse disattese e troppe spese, impossibile continuare”

di Simone Tescione

«Adesso dico basta, non ci sono più le condizioni per andare avanti». Daniela Pontone, presidentessa del Colosseo, formazione di calcio di Prima Categoria, è ad un passo dalla resa e decisa a mollare il timone della società dell’omonimo quartiere cassinate. Dopo lo storico, ed inaspettato, terzo posto ottenuto appena un mese fa che darebbe adito addirittura a velleità di ripescaggio in Promozione, portando a ripercorrere le orme dei compianti Totonno Morra e Totonno Ruscillo, la situazione in casa granata è decisamente precaria, se non peggio.

Ora tutto il progetto è seriamente a rischio. Non solo la Promozione.

«Non ci sono più le condizioni per andare avanti, io ho dato anima e cuore a questa società aiutata da pochissimi Sostieni la ricerca in Neuromed: Metti la tua firma sul futuro della ricerca Sanitariafedelissimi, tra cui Salvatore Fontana che non smetterò mai di ringraziare, il quale da anni ormai è presente con un contributo che consente di portare avanti la baracca, contrariamente ad altri imprenditori del quartiere che invece illudono solamente, ma, come sanno bene gli addetti ai lavori, le squadre di calcio costano: no money no party».

Si toglie qualche sassolino dalle scarpe la grintosa Daniela che comunque non ci sta a far perdere i sacrifici spesi dal 2011, anno di fondazione dell’attuale sodalizio. A partire dal 2012 la Pontone assunse la presidenza riuscendo a condensare passione e sacrifici scalando i campionati fino alla Prima Categoria e arrivando, quest’anno, ad un passo dalla seconda raggruppamento regionale per importanza che, teoricamente, sarebbe ancora possibile.

Un lusso per una società tutt’altro che facoltosa ed anche poco strutturata, andata avanti tra mille difficoltà grazie all’impegno e la passione della presidentessa, alle capacità tecnico-societarie del ds Pietro Marraffa, all’ottimo lavoro sul campo di mister Gianni Fargnoli e (non da ultimo) allo spirito di sacrificio di una rosa valida ma che (forse) non s’immaginava potesse imporsi abbondantemente su realtà ben più blasonate.

Ma adesso si rischia di perdere tutto, con una società in difficoltà economiche e col concreto rischio di buttare a mare 6 campionati in ascesa continua. «Ho fatto sacrifici personali notevoli per portare avanti il progetto, ma ora la situazione si è fatta insostenibile, non ho più la forza di lottare tra difficoltà economiche e promesse d’aiuto disattese»- ha chiosato la presidentessa granata.

Quindi che si fa? «Non ho molta scelta- continua- io sarei disposta anche a farmi completamente da parte o a cedere la presidenza se qualcuno volesse affiancarmi mettendo sul piatto della bilancia un progetto serio. Non ho problemi. Se proprio non riuscissi a cavare un ragno dal buco mi vedrei costretta a cedere il titolo sportivo. Lo farei con l’animo distrutto perché io e pochi altri sappiamo i sacrifici operati fino ad oggi. Specie quest’anno, poi, abbiamo creato qualcosa di incredibile, in primis a livello d’ambiente, una coesione tecnico-societaria davvero notevole che poi si è tradotta anche in risultati sportivi. Sono a conoscenza che diversi miei giocatori sono stati già contattati da altre società, ma so, al contempo, che stanno attendendo la nostra evoluzione societaria perché vogliono rimanere. Sarebbe un peccato mollare tutto ma mi vedo costretta».

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