Calcio, ecco perchè il Cassino verrà ripescato

di Antonio Tescione

A che punto eravamo rimasti? Già, all’infuocata estate del 2010, quella della mancata iscrizione in Seconda Divisione. Del salto indietro di 3 categorie.  E poteva essere pure peggio se gli orgogliosi tifosi azzurri o biancazzurri che dir si voglia, non si fossero rimboccati le maniche e fatto in modo di iscrivere la squadra al campionato di Promozione.  Sulle vicissitudini che hanno portato il Cassino Calcio ad essere cacciato dai professionisti stendiamo un velo pietoso. Anche se le responsabilità sono inequivocabilmente chiare ma serve a poco rivangarle.  Parliamo e scriviamo, invece, del Cassino di oggi, quello che ha concluso il campionato di Eccellenza al 5’ posto e soprattutto infiammato i cuori dei suoi tifosi vincendo la Coppa Italia regionale, arrivando fino alle semifinali  nazionali e che ora ambisce ad essere ripescato in quarta serie. La domanda di ammissione è partita tempestivamente dal quartier generale di via Appia.  Il suo accoglimento dipenderà molto da quanti posti si renderanno disponibili a seguito di mancate iscrizioni, fusioni e cancellazioni. Prendere come riferimento gli anni precedenti potrebbe essere una valida traccia. Ma non è regola. Spulciando i criteri applicati a margine della passata stagione dalla loro parte i cassinati avrebbero l’ottimo piazzamento in Coppa Italia e il 5° post12938170_10209276986509814_4623149687727029342_no in campionato,  il settore giovanile, l’impianto di via Appia con manto erboso, spogliatoi a norma, tribuna coperta, quasi 4 mila posti a sedere. Conta pure il fatto di non aver mai beneficiato di un ripescaggio. In via pratica aggiungiamo che non è da sottostimare la serietà della società che ha i conti in regola ed sicuramente in grado sotto il profilo economico e finanziario di sostenere i maggiori impegni della categoria superiore. Diciamo pure che il passionale presidente Nicandro Rossi, passo dopo passo e con un po’ più di fortuna che finora non gli è stata amica, vuole tentare di riportare il Cassino laddove era prima della tremenda estate del 2010. La piazza è calda e pronta per il grande salto. I duemila e passa che affollavano i gradoni del “Salveti”  per la semifinale infrasettimanale di Coppa coi siciliani del Mazara del Vallo, ne sono la testimonianza. Stesso discorso dicasi per i 700 che hanno seguito la squadra nella vittoriosa finale regionale di Latina col Colleferro. La conferma in panchina del capace Ezio Castellucci è l’ulteriore conferma che ripescaggio sì, ripescaggio no, il Cassino vuole costruire qualcosa d’importante. Creare un ciclo. Com’è stato con Sandrone Grossi ed il compianto presidente Ciro Corcione protagonisti della storica quanto rocambolesca promozione in C2; ed ancor prima quando col marchio Policassino con Lillo in panca e Gallaccio dietro la scrivania gli azzurri passarono dalla prima Categoria fino alla 4 serie passando per la conquista di una Coppa Italia nazionale strappata a Viareggio ai cugini stretti del Formia. Il duo Castellucci-Rossi la propria storia deve ancora scriverla tutta, partendo dal quinto posto di quest’anno in Eccellenza; dalla conquista della Coppa regionale con tanto di semifinale nazionale e di un ripescaggio che, se le cose vanno come gli altri anni, non dovrebbe sfuggire.

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