Calcio. Cassino, l’amarezza di Castellucci: “M’aspettavo almeno una telefonata di congedo”

di Simone Tescione

Il tono dimesso di stavolta sfugge alla sua classica andatura flemmatica. Ezio Castellucci, ormai si può dire, è l’ex allenatore del Cassino. E in quel tono si mal cela tutta la delusione della mancata riconferma sulla panchina della formazione della Città Martire, fresca di ritorno in pompa magna nel campionato di Serie D, proprio sotto la sua guida.

L’incontro post stagionale con la presidenza c’è stato all’indomani dell’ultima di campionato, ma si è concluso con una fumata grigia che congelava le posizioni. O evidentemente no, giacché il patron biancazzurro Nicandro Rossi proprio in questi ultimissimi giorni ha raggiunto un accordo di massima con l’ex tecnico Real Cassino Corrado Urbano, reduce da 3 stagioni sulla panchina del Bari Primavera.

«E’ vero- ha affermato Castellucci ai nostri taccuini- l’accordo non è stato raggiunto ma siamo rimasti che magari ci si poteva risentire e, perché no, chiudere. Mi aspettavo almeno di ricevere una telefonata, non dico dal presidente stesso, ma magari anche da parte di qualcuno dell’entourage, con cui mi si annunciava la chiusura della trattativa. Purtroppo non c’è stato nulla di tutto questo, mi aspettavo un pochino d’educazione in più nei miei confronti. Sono nel calcio da parecchi anni e so che queste sono fattispecie che possono accadere. Pazienza».

Trattiene a stento la delusione il trainer di Atina che poi si lascia andare seccamente: «Sì, una telefonata me Sostieni la ricerca in Neuromed: Metti la tua firma sul futuro della ricerca Sanitarial’aspettavo. Per educazione, non per altro. Soprattutto per l’impegno profuso in questi due anni, non dico neanche per essere ringraziato».

Un Castellucci che nella sua sinteticità e pacatezza riesce a far capire bene il suo stato d’animo.

Ma cosa vede adesso Ezio Castellucci nel suo futuro? «Non lo so proprio, devo dire che non ero neanche preparato al divorzio col Cassino. Continuerò per la mia strada come ho sempre fatto. Non ho procuratori e neanche squadre che mi aspettano sotto casa. Farò come ho fatto nella vita: contare sulla mia professionalità».

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