Calcio. Cassino, Castellucci si gode la vittoria del campionato e… attende una chiamata: “Ottimo rapporto con società”

di Simone Tescione

CASSINO. «Quello che conta è aver vinto il campionato»- taglia a corto l’allenatore del Cassino Ezio Castellucci neo vincitore del campionato di Eccellenza laziale girone B, che non nasconde la sua soddisfazione per un traguardo annunciato e raggiunto. «Sono felice professionalmente perché era ciò che mi si chiedeva in estate, ma soprattutto perché vedo gente felice attorno a me, una città in festa. Tutti sono autori di questo successo, dai calciatori, ai dirigenti, ai collaboratori, ai tifosi, alla società che si è dimostrata forte».

Un Castellucci finalmente rilassato che aspettava l’aritmetica per tirare un lungo sospiro di sollievo. Aritmetica che è puntualmente arrivata l’altro ieri a Pomezia liberando la voglia di far festa (ma soprattutto quella di dire addio alla massima categoria regionale riapprodando in un torneo a carattere nazionale) da parte dei tifosi.

Mister Castellucci, quand’è che ha capito che questo Cassino avrebbe vinto il campionato?

«La partita di svolta è stata la vittoria a Colleferro d’inizio anno, lì abbiamo ribadito la nostra forza in casa della più immediata concorrente. Credo che in quel preciso momento anche loro abbiano avuto coscienza di questo, e le cose sono andate come dovevano».

Guardando indietro al periodo di flessione (quello di febbraio) dove il Cassino conseguì qualche pari di troppo e le polemiche non tardarono a farsi sentire, c’è da togliersi qualche sassolino dalle scarpe?

«Nessun sassolino. Come ebbi modo di spiegare ad allora, quel periodo faceva parte di una normale flessione che è fisiologica in tutte le professioni. E’ naturale nella vita lavorativa un calo di rendimento in alcune fasi, ma se si è bravi la parabola torna a salire, se ci si abbandona cade a picco. Il periodo difficile me lo aspettavo e posso dire che lo abbiamo gestito bene, pareggiando e non perdendo. Poi credo che il discorso dei pareggi sia stato un po’ strumentalizzato; non so perché non si dica, allora, che la Juve ha perso 4 partite, la Roma 6, eccetera. Il Cassino ne ha perse solo 2. Dato che se n’è parlato di questa flessione, ed anche troppo, diciamo che noi quando flettiamo la nostra traiettoria pareggiamo».

Guardiamo al futuro. Quando parlerà con la società? Innanzitutto, cominciamo dal principio, sarà Castellucci l’allenatore del Cassino per l’anno prossimo?

«Ho un ottimo rapporto con la società, in quest’anno e mezzo abbiamo conquistato tante vittorie e tanti traguardi e credo che ci sia un grosso rispetto delle parti. Io sono un dipendente del Cassino, quando loro lo riterranno opportuno, non appena possibile, ci sarà un incontro per delineare il futuro nella dovuta sede».

Ma a quel tavolo cosa chiederà a patron Nicandro Rossi mister Ezio Castellucci?Ristorante Pizzeria La Cortiglia - Vallerotonda

«Io non chiederò nulla. E a dire il vero non ci penso neanche perché ora ho bisogno solo di godermi la vittoria del campionato e riposarmi; questo mestiere è stressante».

Però non ha risposto alla domanda…

«Ho risposto, non chiedo nessuna garanzia, chiederò soltanto la fiducia della società; una società che appoggi il lavoro e le scelte del proprio allenatore».

Cosa puntualmente avvenuta anche quest’anno, ricordando le dimissioni respinte dal presidente Rossi dopo il KO col Lido dei Pini…

«In quel momento dovevo misurare il livello di fiducia attorno a me, anche da parte della società, dato che qualche tifoso voleva che io venissi allontanato. Non avrei avuto problemi a dimettermi. Il presidente mi ribadì con forza che io sarei dovuto rimanere in sella, e da quel momento, forse, abbiamo continuato anche meglio di prima. Quel gesto mi diede una carica e fiducia senza eguali».

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