Bonus elettrico, risparmiare si può ma in pochi lo sanno

Risparmiare sulla bolletta elettrica? Si può, ma le famiglie italiane non lo sanno. Il bonus elettrico infatti, è diretto a famiglie italiane a basso reddito o con problemi di forti disagi che potrebbero risparmiare sulla bolletta elettrica. Ma il bonus elettrico, a quanto pare, non è conosciuto dalle famiglie.

Secondo una nota del M5s, che cita un’indagine conoscitiva Sostieni la ricerca in Neuromed: Metti la tua firma sul futuro della ricerca Sanitariadell’AEEGSI conclusa nel febbraio 2014, le famiglie beneficiarie le famiglie beneficiarie hanno rappresentato, su base annua, appena il 34% degli aventi diritto al bonus elettrico e il 27% degli aventi diritto al bonus gas; inoltre circa il 30% di esse non ha rinnovato la richiesta del bonus.

Vediamo allora che cosa prevede il bonus e come fare richiesta.

CHI NE HA DIRITTO

Il bonus è riservato ai clienti “economicamenti disagiati”, ossia i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica, per la sola abitazione di residenza, appartenente a un nucleo familiare con un reddito risultante dall’Isee non superiore a 8.107,5 euro (valore aggiornato per il 2017).

QUANTO SI RISPARMIA

La misura prevede uno sconto annuale sulle bollette dell’energia elettrica che dal 2017 è passato dal 20% al 30% rispetto ai consumi reali. L’importo del bonus elettrico viene suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La richiesta del bonus elettrico può essere trasmessa anche per via Artattootelematica con le modalità stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico in accordo con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci). La domanda va presentata presso il comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (Caf, Comunità montane) utilizzando gli appositi moduli. Alla domanda occorre allegare: documento di identità; eventuale allegato D di delega (se la domanda è presentata da un delegato e non dall’intestatario della fornitura); modulo A compilato.

E’ sufficiente compilare i riquadri relativi alla sola fornitura (elettrica o gas) per la quale si sta facendo la domanda di agevolazione. Va fornita, inoltre, l’attestazione Isee in corso di validità e l’allegato CF con i componenti del nucleo Isee. Bisogna anche avere a disposizione alcune informazioni reperibili in bolletta o nel contratto di fornitura, come la potenza impegnata o disponibile della fornitura e il codice POD (identificativo del punto di consegna dell’energia): si tratta di un codice composto da lettere e numeri, che inizia con IT che identifica in modo certo il punto fisico in cui l’energia viene consegnata dal fornitore e prelevata dal cliente finale. Il codice non cambia anche se si cambia fornitore.

 

FONTE: Today.it

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