Bollette, slitta a giugno 2019 lo stop al mercato tutelato dell’energia. Rinviato esame del Ddl concorrenza in Senato

Slitta di un anno, dopo gli allarmi delle associazioni consumatori e le fibrillazioni nel Pd, l’addio al mercato tutelato dell’energia. Nella riunione governo-maggioranza sul ddl Concorrenza che si è tenuta mercoledì è stato infatti trovato un accordo sul rinvio dal giugno 2018 al giugno 2019 dello stop al sistema con tariffe fissate dall’Autorità per l’energia. Tariffe che, da un’analisi dell’authority, sono risultate più convenienti in media del 20% rispetto a quelle che i piccoli clienti riescono a spuntare sul libero mercato. “La nostra preoccupazione principale è quella di evitare che il superamento del mercato tutelato comporti un aumento delle bollette”, ha spiegato la capogruppo di Mdp in Senato Maria Cecilia Guerra, annunciando la modifica. Che era stata auspicata anche da Pierluigi Bersani.

La decisione, confermano fonti di governo, è stata presa per essere certi che l’addio alla tutela non causi ulteriori rincari alle bollette di gas e luce. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda “si è impegnato a inserire nel prossimo provvedimento sulla concorrenza anche una norma che verifichi l’andamento del mercato”, ha aggiunto Guerra.

ArtattooPeraltro l’arrivo nell’Aula del Senato del ddl – che è rimasto bloccato nelle commissioni per due anni – è nel frattempo slittato a dopo Pasqua. Fonti di governo hanno fatto sapere che l’intenzione è quella di chiudere l’iter del provvedimento al più presto (visto che poi dovrà passare anche alla Camera), ma tenendo conto del calendario dei lavori di Palazzo Madama e dei tempi tecnici necessari per trovare una soluzione sulla “norma anti-scorrerie non lo si potrà fare prima del 18 aprile. Nei prossimi giorni infatti il ministero dello Sviluppo dovrà mettere a punto gli ultimi dettagli della misura sulle scalate (occorre decidere se l’obbligo informativo partirà dalla soglia del 5 o del 10% delle quote societarie acquistate e se la misura sarà estesa a tutte le società quotate oppure solo alle strategiche) e il governo deciderà se inserirla nel maxi-emendamento del ddl o nel prossimo testo sulla Concorrenza a cui si sta già lavorando. Testo in cui sono destinate a entrare, ha detto il sottosegretario Antonio Gentile, “tutte le altre questioni (Flixbus compresa)”.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

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