Boati, installata stazione sismica temporanea al monastero S. Maria della Rupe. Domani a Montecassino

Questa mattina presso il Monastero Santa Maria della Rupe è stata installata una stazione sismica temporanea dell’INGV.

CASSINO. Le operazioni d’installazione sono state curate dal ricercatore INGV Alberto Frepoli che sta studiando da vicino il fenomeno dei boati e tremori che si verificano sul territorio del cassinate. Sul posto il sindaco del Comune di Cassino D’Alessandro, il consigliere delegato alla Protezione Civile Alessio Ranaldi e il geometra Francesco Donati responsabile del settore Protezione civile dell’ente di Piazza De Gasperi.

«Innanzitutto voglio ringraziare il Dottor Frepoli e i suoi colleghi per il grande lavoro di monitoraggio che stanno effettuando sul nostro territorio già da qualche tempo – ha dichiarato il primo cittadino di Cassino – domani presso l’Abbazia di Montecassino sarà installata una stazione sismica permanente direttamente collegata alla sala operativa dell’INGV. Dunque, un altro tassello utile allo studio dei movimenti tellurici che in questo ultimo periodo sono stati avvertiti nella nostra città. Del resto l’INGV ci aveva garantito un incremento del numero di stazioni per l’osservazione di questi fenomeni che stanno caratterizzando il nostro territorio».

Il Dottor Frepoli è autore, insieme ad un gruppo di ricercatori, di una recente pubblicazione scientifica sulla rivista Tectonophysics sulla sismicità del Lazio meridionale, Abruzzo e Molise.

«Tra il 2009 ed il 2013 si è svolto il progetto di monitoraggio sismico SLAM (Sismicità Lazio Abruzzo e Molise) – ha detto Frepoli – in cui siamo riusciti ad installare un’alta concentrazione di stazioni sismiche per rilevare la microsismicità di un’ampia porzione dell’Appennino centrale. L’attività di questo esperimento SLAM nasce a partire dal monitoraggio della crisi sismica di Campoli Appennino (prov. di Frosinone) nel Settembre-Ottobre 2009. Con l’ausilio di circa 100 postazioni sismiche è stato incrementato il numero di eventi rilevati, che hanno raggiunto per il quinquennio 2009-2013 il numero totale di 7011. Di questo grande dataset, 6270 eventi presentano una buona localizzazione. Questi sono utili sia per la determinazione di un nuovo modello di velocità crostale, che per il nuovo calcolo delle magnitudo di tutti gli eventi registrati. Questo studio fornisce indicazioni per la valutazione del rischio sismico nella regione studiata, considerando che in quest’area, l’Appennino centrale, sono presenti diversi centri abitati con più di 10.000 abitanti posti in prossimità del complesso sistema di faglie attive appenniniche. Inoltre, alcuni autori di questa pubblicazione punterebbero alla riapertura dello storico Osservatorio Sismico di Montecassino, il quale valorizzerebbe ancora di più il territorio del Cassinate e potrebbe dare un contributo volto a migliorare la ricerca sin qui condotta».

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