Animali, l’importanza di saper leggere l’etichetta del loro cibo

di Zar.

CASSINO. La pubblicità, si sa, spesso è ingannevole: leggere bene l’etichetta ci aiuta ad evitare di incappare nella trappola mentale del consumismo dell'”è bello, quindi è buono”; “l’ho visto in televisione, quindi è meglio”. Mentre è abbastanza semplice comprendere la lista degli ingredienti che compongono il nostro cibo, risulta molto più difficile per il cibo che compriamo per i nostri amici animali.

Per obbligo di legge la lista degli ingredienti è stilata in modo decrescente, quindi dall’alimento presente in maggior quantità a queletichettalo presente in minor quantità. Detto questo iniziamo a capire che comprando delle crocchette per il nostro gatto e leggendo nella composizione, come primo elemento cereali, probabilmente, quel alimento non è tra i più adatti per il nostro felino. Leggere e capire l’etichetta risulta molto importante soprattutto per l’alimentazione dei nostri animali, visto che sarà il cibo che prevalentemente mangeranno per tutta la vita.

La prima cosa a cui sarebbe il caso di prestare attenzione è l’indicazione “mangime”: se pur inutile per cani e gatti, questa dicitura risulta utile per gli animali da cortile, che mangiando semi non è detto che siano adatti a loro poiché potrebbero essere da semina e risultare persino tossici. Infatti la legge sull’etichetta non fa distinzione per il tipo di animale a cui è destinato l’alimento, una volta che ne sappiamo leggere una vale per tutte. Molto importante è anche la distinzione tra mangime completo e complementare, e tra mangime umido, secco e semiumido.

La differenza tra i primi due è che un mangime completo è in grado da solo di soddisfare il fabbisogno alimentare dell’animale, mentre per quello complementare c’è bisogno di un’intecocorita-che-fa-spesegrazione, anche se non vi è indicato quale dev’essere, perciò è consigliato l’uso insieme ad alimenti completi. La distinzione tra umido, secco e semiumido, invece, dipende dalla quantità di acqua che contengono. Sotto il 14% si definisce secco, molto utile per lasciarlo a disposizione dell’animale poiché non si rovina al contatto con l’aria, tra il 14 al 34% è semiumido e sopra il 34% umido, che si consiglia la somministrazione nelle quantità consumabile nel pasto stesso, visto che all’aria si deteriora.

Dopo questa lunga introduzione entriamo nel merito della lettura dell’etichetta, nello specifico la composizione analitica e la lista degli ingredienti. La composizione analitica corrisponde alla nostra tabella nutrizionale, nella quale il produttore deve indicare la percentuale di proteine, grassi, fibre greggi e minerali. L’indicazione di altri componenti, come sodio, calcio e fosforo, è facoltativa, come il valore dell’umidità (quantità di acqua).

Le informazioni riportate sull’etichetta risultano per questo insufficienti e lacunose, soprattutto quando bisogna acquistare alimenti per animali malati che hanno bisogno di un’alimentazione più controllata. Per un animale con insufficienza cardiaca o iperteso, ad esempio, è necessario acquistare alimenti iposodici, sulle etichette il tenore di sodio (Na) non è obbligatorio. In questi casi è preferibile acquistare i prodotti in vendita presso gli ambulatori veterinari o in negozi specializzati, perché provvisti di schede informative dettagliate, i cosiddetti Product Book.gatto cibo I valori di riferimento nei product book sono indicati in percentuale e si riferiscono al peso dell’alimento disidratato, in modo da poter paragonare alimenti che contengono diverse percentuali di umidità, come bocconcini e crocchette.

Arriviamo alla lista degli ingredienti, che come abbiamo anticipato è in ordine decrescente in base al quantitativo presente. La legge non obbliga l’indicazione percentuale di ogni singolo ingrediente, ma solo di ingredienti rappresentativi. Semplificando con un esempio, nei mangimi per cani al pollo deve essere indicata la percentuale di pollo, che sia carne di pollo fresco, pollo essiccato e/o cenere di carne di pollo . In base agli ingredienti di cui conosciamo le percentuali si possono intuire quelle degli altri ingredienti.

Da questa panoramica sull’etichetta potremmo avere un’idea più chiara sulla qualità del cibo che giornalmente diamo ai nostri animali, senza farsi influenzare troppo dalla pubblicità. A questo punto non resta che capire quale sia il mangime più adatto al nostro amico in base alla specie, al suo stato di salute e alla sua fisiologia, in aiuto è sicuramente meglio chiedere al proprio veterinario qualche indicazione poiché ogni animale ha esigenze diverse (un gatto ha un maggior bisogno di proteine di un cane, per esempio).

Sicuramente non è facile fare la scelta ideale, ma capire come leggere le etichette può essere d’aiuto nella scelta migliore per il benessere del nostro fedele amico.

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